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Silvia Valerio

Silvia Valerio

si offre a Ahmadinejad e litiga con Chiambretti



(PubliWeb) Un libro, intitolato "C'era una volta un presidente. Ius primae noctis" (Vallecchi), nel quale dichiara di voler offrire la propria verginità al Presidente iraniano Ahmadinejad è già, di per sé, un modo piuttosto clamoroso per farsi notare. Ed infatti qualcuno, vale a dire Piero Chiambretti, l'ha notata e le ha chiesto di essere intervistata nel corso del suo "Chiambretti night". Fin da subito lo scambio dialettico tra i due è stato piuttosto vivace ma, si sa, Chiambretti è personaggio assai sagace ed usa l'ironia per colpire chi vuole.

La Valerio, però, non sembra apprezzarlo granché. Le provocazioni di Chiambretti sono state diverse ma tutte molto divertenti: dal mettere in dubbio la verginità della scrittrice al mandare in onda un vecchio filmato in cui Ilona Staller, in arte Cicciolina, proponeva qualcosa di simile a quello che sta proponendo ora Silvia, ma nei riguardi del dittatore Saddam Hussein, all'affermare che anche Diabolik è meglio del libro della Valerio. Ovviamente l'intervista è degenerata tanto che Chiambretti ha strappato e lanciato degli articoli che la Valerio aveva portato con sé e lei, infuriata, si è decisa a lasciare lo studio. Per tornare, poco dopo, durante l'intervista a Jonathan, vincitore del "Grande Fratello 5", che è proprio di origini iraniane. Pillole di pessima televisione, occorre riconoscere, ma anche sistemi ormai inflazionati per mettersi al centro dell'attenzione mediatica.

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