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Novità online :  I siti da visitare oggi

Hacker e DDos
Robin Hood ed il suo arco


(PubliWeb) Gli hacker si definiscono persone che amano l'interazione con qualche cosa tesa a modificarla, deformarla, comprenderla smontandola e smanettando sulle sue componenti; amano i computer e la tecnologia, la libera circolazione del sapere, studiano i cambiamenti che la societa' dell'immateriale ha apportato alla vita di tutti i giorni.
Da tempo l'immagine di hacker viene associata a quella di porta bandiera del moderno pensiero tecnologico, in lotta contro lo strapotere delle multinazionali ed a favore di una maggiore libertà informatica.
Approfondimenti della conoscenza della tecnologia, sviluppo del free software e protesta, in tutte le sue forme, contro lo standard delle logiche industriali e di potere, questi sono gli ideali del loro movimento.
Purtroppo si definiscono impropriamente hacker, anche se sarebbe più corretto definirli Cracker, i delinquenti le cui azioni si riducono ad immaturi ed incoscienti atti di teppismo, oppure sfociano in un banale furto di dati a fini commerciali o di spionaggio industriale.
Numerose sono le tipologie di attacco. Molto spesso si avvalgono di bug (bachi o buchi) nei software dei server e rivelano quasi sempre una scarsa attenzione ai problemi legati alla sicurezza da parte delle vittime dell'attacco. Secondo una recente statistica il 5% dei computer degli utenti collegati ad internet ha la "condivisione di file e stampanti" abilitata, questo significa che il loro hard-disk è potenzialmente aperto e a disposizione di tutti.
Quando un hacker non riesce a forzare un sistema, scovandone le password, ricorre ad altre forme di aggressione come quelle che seguono:

Il NUKE

E' possibile mandare in crisi un sistema operativo connesso in rete inviandogli pacchetti di dati costruiti a regola d'arte, che sfruttino per esempio una cattiva implementazione del protocollo TCP/IP, quello usato in Internet. Gli effetti vanno dal Blue Screen of Death al congelamento totale della macchina.

Il TROJAN

Un trojan, da non confondere con i virus che sono un'altra cosa, e' un programma che si nasconde sotto le mentite spoglie di un altro programma. Per esempio l'autoinstallante che ci arriva per posta che promette di mostrare un bel filmato di Pamela. Oltre a Back Orifice rientrano in questa categoria anche programmi come NetBus e TeleCommando. Il nome ovviamente deriva dal mitico Cavallo di Troia, che dentro l'apparenza di un dono di pace celava gli uomini che avrebbero distrutto la citta' stessa. Una volta eseguito il Trojan prende pieno possesso del computer e resta in attesa dei comandi anche per settimane senza mostrare alcun segno della sua presenza. In qualsiasi momento il Cracker può entrare nel computer della vittima, copiare dati, cancellarli inviare messaggi sullo schermo o formattare l'hard disk.

Il DDoS ?

Distributed Denial of Service (DDoS). Si tratta di attacchi dai quali non è facile difendersi che mettono in crisi i server vittima con l'invio massiccio di richieste e pacchetti fino a provocarne il collasso. Per fare ciò occorre sincronizzare l'attivita' di numerosi computer. Un solo hacker può prendere possesso di numerosi computer "minori" e con questi sferrare un attacco contemporaneo ad un server più grande come quando vennero resi inoperativi i siti yahoo.com, amazon.com ecc.ecc. nel febbraio 2000. In questo caso, un trojan serve ad aprire una back door nei sistemi "minori", ad esempio computer di ignari navigatori. Quando giunge il momento opportuno l'hacker dà il segnale di inizio, e tutti i computer "minori" cominciano ad inviare un esorbitante numero di richieste al server vittima mandandolo in saturazione. Un metodo DoS differente e legato ad iniziative di protesta consiste nel dare disposizione a tanti utenti di caricare continuamente per un certo tempo una certa pagina del sito vittima, come avvenne per lo sciopero anti TUT che coinvolse Telecom Italia lo scorso anno.

In un modo o nell'altro gli hacker sono certamente degli esperti dei sistemi che attaccano. In alcuni casi la loro azione finalizzata alla semplice "segnalazione" di un possibile pericolo ha portato ad interessanti proposte di lavoro.
E pensare che qualcuno continua a chiamarli "smanettoni".

Sito Hacker

Il sito di HackIT 99

Sito Hacklab




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