@®
Publiweb

@®
Publiweb


Fabrizio De André
come lo ricorda la rete


(PubliWeb) Fabrizio De André ha iniziato la sua carriera come chitarrista jazz, in omaggio al suo idolo Jim Hall. Il debutto è del 1958, con il singolo "Nuvole barocche",la prima affermazione del '65 quando, appena sposato, firmò la storica "Canzone di Marinella", all'epoca portata al successo da Mina.

La sua discografia, non ricchissima come non frequenti erano le sue tournee, fa parte da anni dei testi di formazione della cultura che fermenta lontano dall' Accademia. L' album del debutto è 'Tutto Fabrizio De Andre'" del 1966, una raccolta di tutte le canzoni scritte fino ad allora. Dopo aver dato alle stampe "Fabrizio De Andrè vol. 1", nel '68 ha pubblicato Tutti morimmo a stentò, ispirato alle poesie di Francois Villon, seguito da 'Fabrizio de Andre' vol. 2" e "La buona novella", album del '70 dedicato ai Vangeli apocrifi.
Un crescendo creativo che, nel '71 è culminato in "Non al denaro, nè all' amore nè al cielo", una pietra miliare: è il libero adattamento dell' 'Antologia di Spoon River' firmato in collaborazione con Fernanda Pivano. Il passo successivo è del '73, Storia di un impiegato", poetica variazione sul tema di una canzone del maggio francese, seguito l' anno dopo da "Canzoni", celebre episodio di collaborazione con Francesco De Gregori. "Fabrizio De Andrè in concerto con la Pfm" è la testimonianza di un tour del '79 che appartiene alla mitologia della musica italiana ma anche il disco di passaggio per la fase in cui De Andre' ha prodotto album frutto di una straordinaria ricerca sulle tradizioni della musica popolare e di culture 'lontane' a cominciare da 'Fabrizio de Andre' dell' 81, dove vengono accostate la cultura sarda e quella degli Indiani d'America.

Il capolavoro, uno dei dischi chiave dell' epoca è 'Creuza de ma', un album, non a caso amatissimo da David Byrne, che nell'84 ha largamente anticipato la moda della musica etnica. E' un magico viaggio nei suoni mediterranei guidato e prodotto da Mauro Pagani e cantato in dialetto genovese che non può mancare nel novero dei 10 titoli 'da isola deserta' della musica italiana (e non solo). Il seguito è 'Le nuvole' del '90: il titolo, come in Aristofane, allude ai potenti che oscurano il sole. Nelle canzoni 'il poterè parla in italiano, il popolo in dialetto genovese, napoletano e siciliano. La sua biografia sarebbe incompleta senza la storia del rapimento subito nel '79 insieme a Dori Ghezzi, alla quale era sposato dall' anno precedente: un sequestro durato quattro mesi e raccontato nel brano 'Hotel Supramonte'.
Ma anche senza ricordare il suo lavoro di traduttore di canzoni di George Brassens - il suo idolo di gioventù - Jacques Brel, Leonard Cohen e Bob Dylan che scrisse a De Andrè per fare i commplimenti per 'Avventura a Durango', traduzione di 'Romance in Durango'. Per non parlare delle tournee, un incubo per un artista che aveva il terrore del pubblico. Eppure dal vivo nei tour con La Pfm ma soprattutto in quello di 'Creuza de ma' con Mauro Pagani ha regalato le stesse emozioni che aveva affidato alla magia della registrazione.

Fabrizio De Andre' si e' spento a 59 anni all'Istituto dei Tumori di Milano, dove era ricoverato da qualche tempo. Al capezzale dell' autore della 'Canzone di Marinella', e di innumerevoli altri successi che hanno segnato di piu' di 35 anni di storia della canzone italiana, c'erano la moglie Dori Ghezzi, il figlio Cristiano e la figlia Luvi.









Sito su De Andrč

Fabrizio De Andrč

Sito non ufficiale

Sito su De Andrč

Poeta della mussa De Andrč

Fabrizio De Andrč

Sito su De Andrč

Sito su De Andrč