(PubliWeb)
La Canadian Recording Industry Association (Cria) aveva richiesto ad alcuni ISP canadesi di rivelare i nomi di 29 utenti che, utilizzando piattaforme P2P, erano soliti scambiarsi illegalmente file musicali. Il tribunale si è pronunciato con una sentenza che ha lasciato l'amaro in bocca alla Cria stessa e al resto delle major musicali: gli ISP non possono essere costretti a rivelare i nomi dei propri utenti, anche se essi sono soliti praticare il file-sharing. La sentenza è stata enunciata dal giudice Konrad von Finckenstein che, respingendo la richiesta, ha chiarito che condividere un file musicale attraverso una cartella in Rete non implica necessariamente che il brano verrà poi distribuito illegalmente. La Cria ha comunque annunciato che ricorrerà in appello.