esperienza speciale da: Serenella 17 Giugno - 12:02
Erano le mie prime chattate. Entravo solo saltuariamente al sabato ed alla domenica pomeriggio in attesa di uscire con gli amici. Una domenica pomeriggio compare un nick, Leonardo, al quale chiedo se si tratta del grande Leonardo da Vinci e lui pronto risponde - certamente che sono io, ho studiato arte e non potevo nikkarmi che Leonardo -. Cominciamo a chattare in pbl in modo molto divertente e quando la confusione è troppa lui mi clicca e cominciamo a parlare in pvt. Io non sono sola in casa sono con tre amiche e lui è presso il suo studio a sentire le partite con tre suoi amici. La chattata diventa divertente al massimo, ve lo garantisco. Il sabato dopo, un uggioso pomeriggio di novembre, piove e fa freddo, sono sola in casa, non ho voglia di uscire la sera ed allora entro in chat e trovo Leonardo che mi aspetta. Anche lui è solo senza gli amici e troviamo normale scambiare due parole in pvt per conoscerci meglio. E' un ragazzo molto simpatico e brillante con la battuta pronta e l'ironia giusta. Così diventa una sorta di appuntamento i pomeriggi del sabato e della domenica trovarci in chat, ed è altrettanto normale scambiarci mails molto simpatiche. Arriva il giorno di Pasqua, apro la posta e trovo una sua mail nella quale mi dice delle cose carinissime, sempre con la sua simpatica ironia: "quando penso a te il mio cuore batte più forte della porta della stalla quando tira vento; sono cotto come un biscotto, come la panna cotta, come lo stracotto". Sorrido divertita, so che non è vero che è cotto di me ma mi piacciono lo stesso le sue parole. Abbiamo i rispettivi numeri di telefono ma non ci siamo mai telefonati. In un giorno d'agosto, sono al mare, mi arriva un suo messaggio nel quale mi dice: "domani, se vuoi, vengo nella tua città". Mi batte il cuore, sono emozionata. Ho paura che l'incontro possa incrinare quel qualcosa di veramente speciale che c'è fra noi. Ma mi faccio coraggio e gli rispondo: "stanotte non dormirò aspettando domani". Non ci siamo scambiati foto, non ne abbiamo sentito la necessità, conosciamo di noi solo le nostre personalità. La mattina dopo sono tesa come la corda di un violino. In ufficio sono nervosa e non combino nulla. L'appuntamento è per le 12 e sono solo le 10. Alle 11 mi squilla il cell: è lui, mi dice che è arrivato che è li, nel uogo convenuto, che mi aspetta. Afferro borsa e chiavi della macchina e scappo dall'ufficio. Uffa al traffico maleddetto, ma finalmente arrivo. Lo riconosco subito, non può essere che lui, anche se non lo ho mai visto so che è lui ed anche lui mi riconosce subito. Ci abbracciamo come vecchi amici. Trascorriamo una bellissima giornata in giro per la città; pranzo in un ristorante con veduta, poi ancora una passeggiata, fa caldo, ma chi lo sente? nel tardo pomeriggio lui rimonta sulla sua auto per tornare nella sua città. Alla sera mi arriva un messaggio: "sono arrivato: sano, salvo e felice".
Mi sono messa a ballare ...
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