non so... da: audrey 5 Maggio - 08:39
Non so da dove cominciare, ho bisogno di dire tante cose...
Non so a che punto siamo di questo percorso una volta sconosciuto e temuto,
ora diventatoci persino familiare.
Questo percorso iniziato la scorsa estate, ci ha violentemente voluti con se' e il perchè lo sa solo lui.
Dopo lo shock iniziale, i pianti, le incredulità, il non capirci piu' niente quando ci hanno messi
davanti alla realtà: 3 mesi o... se si interviene si va avanti un anno…
un anno di cammino.
Siamo a piu' di metà strada e io non so cosa resta, quanto resta, ne' come sarà.
Quale, come, quando sarà il punto di rottura?
Questa incertezza nella certezza di quel che ci hanno detto, è buio, è paura.
Temo, non per me... temo per lei.
Vorrei non soffrisse, vorrei che la fine, se davvero dovrà esserci, arrivasse piano quasi senza che se ne accorgesse,
vorrei che fosse come il lento spegnersi di una candela. E io ci sarò.
E' quasi un anno che camminiamo insieme, mano nella mano, come madre e figlia.
Questo tempo ci è servito per riscoprirci, per ritrovarci, per essere vicendevolmente un po' mamma e un po' figlia.
E' quasi un anno che sta con me e mai avevamo parlato tanto, in alcuni momenti abbiamo anche riso tanto come quando ero insistente perchè si cambiasse i vestiti e lei non ne aveva voglia...
o quando eravamo appena uscite per fare 2 passi…
e subito le scappava la pipì…
Mai sono stata così per lei cercando di accontentarla nei capricci di gola, negli orari strampalati dei pasti, nel tirarle su le coperte di notte, nell’accudirla in genere.
Ora non so... ora a me viene una specie di rimorso perchè le sto nascondendo la verità.
Non so se è giusto per la sua dignità di persona (la sua vita è sua!), ma soprattutto per la fiducia reciproca che abbiamo sempre avuto, nasconderle la verità.
Lei a volte mi dice che sente di stare finendo, ma questo forse perchè si rende conto che ora ha bisogno di sostegno, o perchè ci vede meno, o perchè
è distratta e un po' pasticciona,
poi però torna a dirmi che... aspetta l'estate per poter evadere un po', o che vuol fare quel viaggio per rivedere i posti che conosce bene.
Come faccio a dirle “mamma…” ?
E allora mi si stringe il cuore e per mano,
piano piano, andiamo avanti...
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