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Rubriche Publiweb :  La voce ai lettori

L'Araba Fenice
L'Uomo che volle imitarla.


(Publiweb) - L’uccello sacro dell’antico Egitto, il mito che da sempre affascina l’uomo, vive per 500 anni, muore bruciato nel suo stesso fuoco per poi rinascere dalla proprie ceneri più bello e brillante.
Tu, uomo, credevi di aver conosciuto ogni dolore, ogni infima bassezza e ti sentivi forte delle tue conoscenze. Improvvisamente un vortice inaspettato ha portato via tutto di te, lasciandoti inebetito. Nell’ultimo anno hai perso il matrimonio, hai affrontato problemi impensati, ti sei trovato solo in una spirale senza fine. Credevi di essere amato, credevi di avere amici. Ti rendi conto invece di aver perduto tutto e che sei arrivato a 45 anni vivendo un’illusione. E’ vero, nel dolore spesso si vuole restar soli, si vuole meditare, ma poi ti rendi conto che gli altri, quelli che credevi amici, al primo sentore di dolore e di problemi semplicemente ti ignorano per continuare la loro vita indisturbati. Ed il dolore già penoso si fa più forte.
Avete mai parlato con un “barbone”? Io si. Conoscerete storie incredibili di persone stupende, che conducevano vite invidiabili e che improvvisamente si sono sentite sole, truffate, ripudiate, persone che non sono riuscite a fare come l’araba fenice e che si sono lasciate andare alla deriva. Le capisco profondamente. Quando leggo in cronaca di uomini che compiono atti folli, che uccidono la moglie e tutta la famiglia, non scuoto più la testa in segno di incredulità come un tempo, ma provo una profonda pietà e compassione per loro, non condivido certo il gesto, ma capisco i loro dolori, le loro motivazioni, la loro disperazione.
E ti senti solo, sempre più solo, tu uomo affermato, manager d’azienda stimato, cominci a minare anche la tua professione, non riesci più a niente, vorresti spezzare anche gli ultimi brandelli che ti legano ad una società convenzionale, distruggere tutto… bruciare tutto… per poi risorgere dalle tue ceneri oppure… non essere più.
E ti bruciano ogni giorno di più gli anni perduti, il crollo dei tuoi capisaldi, avevi tanti amici prima, nessuno adesso, anche un amico lontano, che conosceva tutto di te, condivideva i tuoi pensieri… cortesemente si è defilato.
Poi la sera quando tenti di dormire i pensieri ti assalgono, la testa ti duole, la mente si sente serrata da angoscia e senti calore… sempre più calore… e allora pensi che si… è arrivato il memento, comincerai ad ardere, brucerai nel tuo stesso fuoco, forse risorgerai dalle tue stesse ceneri oppure… finalmente la pace.


Precedenti :

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L'Araba Fenice
L'Uomo che volle imitarla.
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Rubrica di riflessioni a cura di

Horus