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Messaggio in bottiglia
Continuiamo a sperare.
(Publiweb) -
Ogni tanto, bottiglie verdi incrostate di alghe, naufragano su lidi dimenticati. In un mondo cibernetico, dove si comunica a monosillabi con SMS, ci si incontra in chat, nessuno più prende carta e penna per affidare al mare un messaggio rivolto a tutti e nessuno. Io nuovamente ci provo. Idealmente, questo che scrivo voglio paragonarlo ad un messaggio affidato al mare, e così come lo affiderei al mare, racchiuso in una bottiglia, lo affido al mare infinito della rete, con la immancabile speranza che qualcuno lo legga e mi scriva in risposta.
Vorrei che ognuno di noi per una volta si sforzasse di fare pensieri positivi. Ovunque si sentono solo messaggi funesti, si vedono dimostrazioni di odio, veniamo spinti in un perverso clima crepuscolare dove rischia di naufragare anche la più tenue speranza.
No, non lasciamoci andare. Non mi importa adesso analizzare le colpe o le responsabilità dei grandi capi di governo, relativamente alle spirali di odio che si scatenano in Iraq, o in Cecenia, oppure sul pianerottolo di casa. Ciò che sta accadendo è semplicemente mostruoso, assurdamente in disaccordo con tutto il conteso. L’uomo è riuscito a raggiungere un livello di conoscenza scientifica altissima, è riuscito a creare strumenti ed innovazioni che rendono la propria vita più facile e gradevole e… nel contempo è regredito ad istinti subanimaleschi. No, sforziamo le nostre menti a creare alternative, ci sono amici miei, non tutto è perduto. Come sempre noi, in prima persona, dobbiamo dare il buon esempio. Ogni singolo individuo ha in se le capacità e le potenzialità per modificare in meglio questa nostra società malata. Il mio cuore, le mie preghiere, il mio sconforto sono con Simona Pari e Simona Torretta, così come per tutte quelle persone anonime che muoiono in un conflitto assurdo, per una causa che ormai si è intobidita e non si ricorda più, per tutte quelle persone che vivono orrori senza fine, per quei bambini che si affacciano al mondo e si convincono cha questo atroce mondo sia la normalità. Non posso permettere che il mondo sia solo questo. Prima che il mondo seppellisca anche me, ho il dovere di creare attimi, situazioni, sensazioni, di gioia, di amore, di serenità, che uniscano persone, che riscaldino i cuori, che facciano sentire positività e credere in cose buone. Non sono un buon samaritano, sono solo un uomo che soffre, un uomo che dopo tante sofferenze ha capito che per continuare dobbiamo solo e semplicemente fare due cose, amare ed essere felici con umiltà.
Vi voglio bene
Horus
Rubrica di riflessioni a cura di
Horus
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