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Rubriche Publiweb :  La voce ai lettori

Randagi scomodi
Non ci estingueremo.


(Publiweb) - …Messaggi in bottiglia non ne sono giunti… Eppure vedo intorno a me moltitudini di persone in cerca di se stessi brancolare in un mare di false ipocrisie. Nei pochissimi istanti che cerco di dedicare al nutrimento del mio io, mi sorprendo a riconsiderare la società in cui vivo. Non sono né giudice né inquisito, né carnefice né martire eppure… un sordido campanello di allarme continua a squillarmi in testa. Mi incuriosisco a sbirciare tra i programmi televisivi e ricordo quando, ragazzo, avevo si e no 3 o 4 canali a disposizione eppure… trovavo diversità, varietà e profondità nelle varie trasmissioni. Adesso iniziando a fare zapping si può spaziare in decine di canali nazionali e centinaia tra canali locali ma… è come non cambiare mai canale. Superficialità, solo ed unicamente superficialità. Si scava spudoratamente ed il più delle volte falsamente, in storie private… si mettono persone in una casa e si spiano per vedere cosa fanno… si pubblicizzano storie comuni d’amore rendendole episodi a puntate, al contrario… si snaturano trasmissioni storiche e dovunque e sempre si assiste a litigi e guerre in diretta tra persone pagate milioni di euro in nome di un maggior ascolto… Quale ascolto possono produrre simili programmi? Un ascolto ottuso e passivo, di menti ottenebrate e lavate con gli stessi detersivi che dovunque si reclamizzano. Politici che non si definiscono tali ma che indicano i politici come ladri, imprenditori che si autocandidano sulla via della beatificazione… che reclamizzano se stessi alla stregua di un detersivo… e tutto si confonde in un virtuale calderone dove la realtà è smarrita ed il buon senso anche. Vorrei assistere ad un programma ideato e condotto da bambini… ad un documentario sulla vita fatto da adolescenti… prima che l’inquinamento della maturità gli ottenebri le menti. Analisi, approfondimenti, arte, cultura… no, non c’è tempo per questo, non fa audience. Meglio sorbirci la nostra dose quotidiana di fatti altrui, spesso inventati, per poter avere la possibilità di trovare nella nostra squallida quotidianità lo spunto per sentirci migliori, nel buon nome dell’egoistico individualismo. Io e pochi altri come me, stanchi di tentare inutilmente di intraprendere un vero dialogo, ci muoviamo nella vita come randagi scomodi, incapaci di mimetizzarci e subiamo sguardi e considerazioni degne di animali disgustosi in procinto di estinzione.

Precedenti :

Messaggio in bottiglia
Nel mare della vita
L'Araba Fenice
L'Uomo che volle imitarla.
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anche il cuore scassinato
Il Tempo e la vita
Forse sono pazzo.
Donazione organi…
Intelligenza vince. Grazie Celentano.
Riflessioni
“Cazzate?” Mon Dieu! Che scandalo.
Pasqua
Liberiamo la sorpresa che è in noi
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Sanremo I serata
Un palcoscenico al femminile
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Strade.
Basta contare i morti.


Rubrica di riflessioni a cura di

Horus