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PianoForum
Conoscere Bach.
(Publiweb) -
Lo studio del pianoforte, e non solo, vede in questo compositore un autentico angelo custode. Per tutta la durata del decennio di apprendimento, Bach, con le sue composizioni per tutti gli stadi, sarà sempre presente. Pertanto prima s'impara a conviverci e meglio sarà per i giovani musicisti che proprio non ne vogliono sapere di questo genio della musica.
La sua scrittura risulta ostica se tentiamo di inquadrarla come quella degli altri autori, dove la mano sinistra è impegnata nello ZUM-PA-PA, cioè un accompagnamento più o meno articolato della linea melodica. Qui la scrittura è fatta di voci. Immaginiamo proprio un dialogo tra 2,3,4, o 5 persone dove armonicamente e senza dissidio si parla di un argomento; ognuno ne racconta un aspetto più o meno concordante con gli altri, esprimendolo in modo diverso ma senza uscire mai dal suo tema. Queste voci non solo operano come detto ma giocano anche a rincorrersi, contrastarsi, imitarsi e ostacolarsi.
Tecnicamente impareremo ad usare la mano sinistra come la destra, perché queste si scambieranno i temi, li esibiranno anche in collaborazione; cioè alcuni temi sono scritti nel registro centrale del pf e quindi non possono essere affidati ad una sola mano, ma un pò ad ognuna. Bach sembra non esprimere una melodia definita, rintracciabile subitaneamente, per questo i giovani non amano studiarlo; non possono fischiettarlo e questo li inibisce.
Ora è chiaro che il Maestro ha un ruolo fondamentale in questo processo di conoscenza di Bach, sarà lui ad insegnare la sua intelligibilità, magari con esempi numerici, con giochi o attribuendo colori ad ogni voce. Immaginiamo uno di quei giochini dove c'è una pallina di ferro che corre su un'assicella di legno, che cade su una leva (azionandola) che mette in moto una 2a pallina (la 1a continua il suo percorso) che gira in una spirale per finire in un imbuto per poi cadere in un bicchierino pieno d'acqua (che si capovolge), che nel fare splash spegne una candela che cade mettendo in moto una 3a pallina (anche la 2a continua il suo percorso sempre diverso dagli altri) e così via.
Il movimento di questi meccanismi (dove ognuno ha bisogno dell'altro altrimenti non esiste il gioco)è paragonabile al movimento perpetuo delle voci bachiane, che sono in continuo divenire.
La bellezza della musica di Bach non si apprezza presto, purtroppo, ma c'è tempo, visto che è una perenne presenza degli studi musicali.
Amatelo o odiatelo perché i due sentimenti otterranno lo stesso risultato;
la consapevolezza della NECESSITA' DI CAPIRE e la coscenza del fatto che non si può saltare nessuno stadio della sua musica, come per la matematica.
Gli appassionati possono non preferire Bach, ma chi studia sa di non poter fare a meno della sua arte.
Pianoforum Rubrica a cura di Massimo Severino
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