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Rubriche Publiweb :  La voce ai lettori

Giù le mani dal pubblico
Suonare per la gloria o per il denaro?


(PUBLIWEB)
Cari amici di Publiweb, voi lo dovreste ben sapere come da sempre ci sia chi fa le cose per passione e chi le fa invece per puro desiderio materiale di un ritorno economico...
Questo problema non è, come qualcuno potrebbe pensare, solo di chi è già sulla "cresta dell'onda" (come ho già scritto nel precedente articolo), ma ha la sua radice in tutto quel fermento di idee e iniziative giovani e spregiudicate che però vengono bloccate sul nascere dall'incessante richiesta da parte di tutto il mondo esterno, di un riscontro immediato e soprattuttto visibile.
E' veramente desolante sentire le critiche mosse all'universo giovanile riguardo alla mancanza di obiettivi, ideali e coraggio nell'intraprendere dei progetti personali; perchè poi le stesse persone accusatrici sono quelle che aborriscono ogni tentativo di innovazione e personalizzazione di ogni forma d'arte e non (nel nostro caso musicale).
Come si può pretendere che nascano movimenti radicati e incisivi di avanguardia ed innovatori, se non si è disposti ad investire su essi e non gli si vuole dare spazio?
La musica non si studia a tavolino, ma va suonata e proposta continuamente per attuare quel processo di feed-back che le permette di formarsi e crescere.
Perciò non state a guardare il numero degli spettatori, ma la qualità ed il modo di proporre l'idea, perchè se ad un concerto dei Backstreet Boys ci sono 50.000 ragazzine urlanti per la bellezza estetica dei personaggi (come se fosse una sorta di miss Italia al maschile), ad uno spettacolo di un jazzista americano ce ne saranno 500 nel tendone in una piazza, ma il paragone musicale non potrebbe nemmeno nascere...
Il problema di fondo di tutte le forma d'arte è che non si vuole rischiare a promuovere delle forme nuove o non collaudate, non a caso Van Gogh è morto in miseria, e non è l'unico... lascio a voi le conclusioni.

Ciao e alla proxima




Rubrica a cura di
Nicola Arzuffi