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Rubriche Publiweb :  La voce ai lettori

FLOEMA® STUDIO'S
Scienze biomediche


(Publiweb) - LA MAGNETOTERAPIA
LA STORIA (5)


Storia - la Magnetoterapia


PARACELSO (1943-1541)
Fondatore della Chimica farmaceutica, condusse numerosi studi sui magneti.


GALILEO GALILEI (1564-1642)
Iniziatore della Fisica sperimentale, fu stupefatto dall’opera di GILBERT DE COLCHERTER che condusse il primo studio sull’elettricità e il magnetismo.


FARADAY (1791-1867)
Dimostrò che la materia è magnetica e che attira o respinge un campo magnetico.


AUDRY e THOURET
Francesi, nel 1777 verificarono l’efficacia dei magneti nel trattamento delle malattie.


BENEDICTE e DROZDOV

Furono i primi, nel 1879, a constatare che la Magnetoterapia attenuava i dolori.
Fu d’altronde, BENEDICTE il primo ad usare il termine "MAGNETOTERAPIA".

La Magnetoterapia è conosciuta fin dall’antichità. Sia in oriente che tra gli Egiziani si trovano tracce di terapie attuate con i magneti. Da millenni presso molti popoli è nota l’azione prodotta dal Polo Nord: sedativa, rilassante, di scarico, di svuotamento e l’azione prodotta dal Polo Sud di tensione, di forza, di energia.

Darwin, nella sua ricerca, scoprì che gli animali, quando vanno in letargo, si posizionano con il capo a Nord, ma questa abitudine si ritrova in molti popoli ed è di uso comune tra i contadini ancora oggi, almeno quelli che non hanno dimenticato le tradizioni che insegnano appunto a dormire con la testa a Nord, i piedi a Sud, ed evitare luoghi sopra corsi d’acqua o pozzi.

La moderna Magnetoterapia ha naturalmente aperto nuovi orizzonti, grazie ai mezzi di indagine disponibili.


IL CAMPO MAGNETICO

La Magnetoterapia, in un test clinico riportato nel libro della docente italiana Daniela Magra è stata riconosciuta a livello nazionale come terapia nel campo della Omeopatia e Naturopatia.

L’atomo più semplice, quello dell’idrogeno, è formato da un protone (nucleo) che ha una carica elettrica positiva e da un elettrone che gira intorno al nucleo ed ha una carica elettrica negativa. Il movimento dell’elettrone intorno al protone produce un campo magnetico naturale la cui polarizzazione Nord-Sud è perpendicolare al piano del movimento dell’elettrone.
La stessa cosa avviene negli atomi più complessi, cioè con un numero maggiore di protoni ed elettroni (ad esempio il carbonio ne ha 6, il rame 29, il mercurio 80).

Una grande quantità di protoni ed elettroni messi uno sopra all’altro come dei dischi creano un campo magnetico permanente.
Permanente in quanto il movimento degli elettroni intorno ai protoni continua teoricamente fino all’infinito.


L’UTILIZZO

L’utilizzo di campi magnetici in medicina è piuttosto diffuso, anche se poco noto, ed è legato ai benefici effetti prodotti dalla polarità. L’utilizzo principale è per accelerare la calcificazione ossea, ma anche, ad esempio, per praticare una occlusione coagulativa di un aneurisma celebrale.

Questi ed altri casi clinici sono riportati dalla "Rivista Italiana di Omotossicologia". Il C.N.R. ha anche indagato sul meccanismo per cui si provano benefici dormendo o riposando con la testa a Nord riscontrando strumentalmente il miglioramento di diversi valori, quali:
la pressione arteriosa, la circolazione sanguigna, in particolare il ritorno venoso e la migliorata efficienza dell’emoglobina nei globuli rossi, la proteina che presidia gli scambi di ossigeno e anidride carbonica.

L’uso della Magnetoterapia ci garantisce la stessa cosa con i nostri globuli rossi e la circolazione sanguigna in generale: meglio favorirla, specie nelle ore del sonno, tanto più che troppo spesso l’attività fisica praticata è molto scarsa e quindi pochi sono gli stimoli che possono aiutare il flusso ematico in generale e quello venoso in particolare.

Rispettando la polarizzazione Nord-Sud ci sottoponiamo al flusso magnetico costante che ci aiuta molto nella mineralizzazione delle ossa e, nell’intensità giusta, rientra nelle terapie sistematiche blande, ovvero quelle terapie che si occupano dell’intero organismo e che, in quanto blande, possono essere praticate senza timori di effetti collaterali spiacevoli o di dosaggi eccessivi.

Con la magnetoterapia possiamo ricreare il campo magnetico terrestre riproducendo artificialmente quell’effetto che in natura ci è tanto utile.

Questo comporta un flusso molecolare in forma microscopica corrente. Si tratta del cosiddetto effetto HALL (dal nome del suo scopritore, professore nella celebre Università di Harvard, USA). In questo caso esso produce benefici sia di tipo circolatorio, sia di tipo analgesico e cicatrizzante, poiché tende a migliorare il metabolismo delle cellule.

L’applicazione di campi magnetici sulle situazioni traumatiche induce la stimolazione di attività delle cellule specifiche presenti nel sangue, i FIBROBLASTI, che producono fibre di Collagene ed Elastina e dei MIOBLASTI che producono fibre muscolari. L’aumento della circolazione dà un conseguente aumento della temperatura, che non corrisponde ad una vasodilatazione, ma solo ad una migliore circolazione. Possiamo parlare di vasodilatazione solo nel caso in cui siamo in presenza di crampi o contrazioni di varie origini, allora l’effetto HALL, per la facilità di circolazione indotta agli ioni produrrà un rilassamento delle tensioni muscolari, una migliore ossigenazione ed un conseguente ripristino della normale dimensione del vaso in precedenza costretto dalla contrattura.


SINTOMI E MALATTIE

Sono molti i ricercatori ad aver approvato che la carenza di campo magnetico biologico sia all’origine del generale indebolimento dei pazienti; dell’aumento dei tempi di convalescenza e di maggior facilità a contrarre malattie.
La distruzione del campo magnetico a causa del continuo inquinamento atmosferico viene addirittura ritenuta una delle cause principali delle cosiddette malattie di civilizzazione.

La terapia magnetica è stata verificata in numerosi studi clinici in Italia e nel mondo. Alcuni Istituti Italiani che hanno attestato la validità di questa terapia sono:

· Università degli Studi "La Sapienza", Divisione di Reumatologia.

· Politecnico di Torino.

· Università di Bologna, Divisione di Istologia e Embriologia.

· Università di Bologna, Divisione di Biochimica applicata ecc.


Alcuni sintomi molto frequenti della cosiddetta sindrome da carenza di campo magnetico biologico (termine coniato da ricercatori giapponesi che applicano la terapia magnetica da molti anni) sono:

· Cervicale.

· Rigidità alle spalle, della schiena, del collo e delle vertebre cervicali.

· Crampi notturni.

· Mani e piedi freddi.

· Formicolio estremi arti inferiori e superiori.

· Abituale mal di testa con pesantezza di capo.

· Emicrania.

· Insufficienza epatica.

· Discopatia.
· Emorroidi acute.

· Dolori mestruali.

· Impotenza.

· Ipo e ipertensione.

· Stitichezza abituale.

· Vene varicose acute.

· Nevralgie.

· Esaurimenti nervosi.

· Ulcera.

· Vari disturbi circolatori.


E’ tipico che in caso di carenza di campo magnetico non si riesca a trovare una causa specifica dei disturbi, che continuano a persistere nonostante le svariate cure, senza migliorare anche quando questi sintomi accompagnano altre malattie: come ipertensione, diabete, ecc. essi persistono anche dopo che queste malattie sono state superate.

I prodotti di ultima generazione tecnologica che gli scienziati giapponesi oggi ci mettono a disposizione e che io ho segnalato nel capitolo precedente, hanno il vantaggio di consentire ad ogni persona afflitta dai disturbi sopraelencati, di alleviare e spesso eliminare le proprie sofferenze a casa propria, senza l’impiego di costose apparecchiature, evitando di assumere farmaci che intossicano l’organismo e ad un costo alla portata di tutti.

L'utilizzo della magnetoterapia non da luogo a dipendenza, ad assuefazioni secondarie dannose.









Rubrica di Magneto Terapia a cura di
Giorgio Scorzoni (PhD Biom. Sc.)