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Rubriche Publiweb :  La voce ai lettori

Rivoluzione e linguaggio



(PUBLIWEB)

Durante la Rivoluzione Francese, al grido di Libertà, Uguaglianza e Fratellanza, i mesi del calendario tradizionale vennero sostituiti da quelli del calendario rivoluzionario. La politica acquisì un gergo particolare, nato e morto, non senza lasciare il segno, nel periodo rivoluzionario. Oggi una rivoluzione di portata ancora maggiore sta lentamente sconvolgendo il nostro modo di parlare. E’ il linguaggio del computer, l’informatichese. La sua portata è tanto più ampia in quanto al gergo strettamente tecnico si aggiungono intrusioni del linguaggio globale, di un modo di comunicare che ha internet come fulcro e Bill Gates come profeta.

Il termine computer (che, strano a dirsi, non è di origine inglese o americana, ma deriva dal verbo latino computo, contare) evoca in molti un senso di vertigine, una specie di timore reverenziale, rafforzata dai guru che sfruttano l’ignoranza tuttora diffusa nel campo dell’informatica. Eppure, il nuovo linguaggio sta prendendo piede. Oggi per navigare non servono le navi, la posta non viene distribuita dai postini, il sesso si fa virtuale; lo spazio si misura in megabytes, le finestre si aprono con il mouse, e quando c’è un problema basta riavviare il sistema.

La nuova moda è parlare di villaggio globale. I profeti di sventura urlano contro la perdita di identità, mentre i progressisti New Age salutano la nuova era. L’importante, come sempre, è che se ne parli.

Siamo caduti nel Web, nella Grande Rete.





Rubrica di Informatica & Linguaggio a cura di
Simone Alessandria