(PUBLIWEB)
Si sta spalancando inaspettatamente l’era delle trop-model? Liz Jones, direttrice di “Marie Claire” pare che sia di quest’idea. Ha lanciato in copertina la cover-girl formosa, in antitesi con le evanescenti spiritate magrissime modelle che impazzano da un bel gruzzolo d’anni trainando il mito dell’anoressia nell’universo delle teen-agers. E scienziati dell’alimentazione e sociologi le hanno dato ragione. Finalmente un bell’aspetto sano e radioso ad opporsi all’incredibile esaltazione della magrezza estrema che poi gonfia a dismisura le menti ed anche le...cliniche per il recupero psico-organico di tante ragazze deviate dalla retta via, capaci di digiunare giorni interi e affrontare interventi di liposuzione esasperata pur di somigliare a Naomi o Cindy o Claudia Schiffer. “Grissino” sarà anche soddisfacente come la progenitrice della moda-stuzzicadenti Twiggy cominciò a predicare oltre trent’anni fa. Ma vuoi mettere le forme abbondanti che rasserenano tante donne di costituzione più generosa, costrette a privarsi dei farinacei e di qualche snack dolce ogni tanto pur di entrare nei risicatissimi capi d’abbigliamento proposti dagli stilisti? Avete presente le taglie striminzite delle linee giovani che a volte toccano la 42 giusto per gradire? Liz Jones ha elevato il suo inno glorioso alla taglia 48 e...taglia, taglia anche i sarti-stilisti vogliono urlare la loro opinione. Perché risparmiare tanto sulla stoffa? Melius abundare quam deficere, dicevano gli antichi padri latini.
E allora, spediamo nello spazio dal trampolino di lancio quest’apologia della modella pienotta, dalle curve pronunciate e totale disinteresse per le diete! Non è vero da sempre che un aspetto florido è sinonimo di carattere gioviale e spesso le spigolose-a-tutti i-costi trasmettono antipatia? Vien da pensare a Crudelia Demon in versione cinematografica reale, alle varie matrigne e streghe, sempre tirate allo stremo, tendenti alla ruga a forza di prosciugarsi i chili di troppo per rabbia o cattiveria congenita, annullandosi totalmente le calorie nel desiderio di potere. La donna-manager è lunga e stretta. Deve star bene nei suoi abiti un po’ androgini. Eppure, vuoi mettere l’Ave Ninchi regina dei fornelli o la Luciana Turina che richiamava la risata appena appariva in scena? Qualcuno, fra i più adulti, avrà memoria anche delle mitiche Peter Sisters che dominavano la scena con le loro sagome ridondanti. Chi ha visto “Pomodori verdi fritti” può negare di aver provato simpatia immediata per la casalinga frustrata Kathy Bates che sopportava insulti dai teppistelli e divorava dolci ? I personaggi paciosi e pieni di energia fisica contagiano allegria. Non a caso, Orietta Berti è ancora sulla breccia, dai tempi in cui la barca andava. Soltanto Mina ha nascosto la sua eccessiva ridondanza fra le nebbia straniere e si è rifiutata di offrirsi al pubblico nella versione extra-large, pur sapendo che tutti,così, son riusciti ad ….immaginarla forse anche più estesa di quel che mai potrà essere.
Eppure “la donna cannone”, come De Gregori ha celebrato in una sua stupenda canzone, è un eterno mistero e, assieme a un briciolo di tristezza, trasmette comicità. I dietologi hanno ragione: guai ad esagerare con le calorie. Ipertensione, diabete, problemi cardiovascolari e chi più ne ha, più ne metta, sono in agguato. Però, anche con troppe diete ferree ed una cultura esagitata della taglia da scalare si corre il rischio di “bersi” il cervello. E..da lì alla totale follia, il passo è breve.
Ragazze, vogliamo provare a sostituire l’immagine ascetica della modella scheletrica a cui “casca” bene qualsiasi creazione di stilista addosso con quella della top-model tendente al giunonico, statuaria e piena di salute a cui il creatore di moda dovrà studiare un taglio adatto per evitare che il fianco o il seno troppo pronunciato diventi troppo scandaloso o provocatorio o a volte antiestetico? Diciamo che andrà studiato un equilibrio che l’era esasperata dell’immagine ha fatto dimenticare ormai da vari lustri. Ci siamo persi tutti nei meandri dei Beauty Center e delle cliniche di chirurgia estetica, ci siamo innamorati del mito di Cher che ha sacrificato una costola (o una vertebra, mi sbaglio sempre. Fra lei e Adamo, è stata una bella lotta) pur di guadagnarci una vita più stretta. Ci siamo sentiti fuori posto in un paio di jeans più attillati rispetto all’anno scorso, dando la colpa alla vita sedentaria, alla fetta di torta in più, all’età che avanza implacabile nonostante i nostri sogni di eterni adolescenti. Ma poi in fondo, l’importante è amarsi. Cominciare a convivere con noi stessi senza aver la pretesa di somigliare, non dico solo a Cindy Crawford, ma anche semplicemente a quello stereotipo un po’ plastificato che i giornali, i mass-media ed anche i nostri coetanei, progenitori e pronipoti ugualmente omologati hanno voluto inculcarci. Oggi, a rivedere le “maggiorate” anni 50, dalla Loren alla Pampanini e via discorrendo, si srabuzzano gli occhi e ci si chiede come hanno fatto a conquistare tanti cuori e tante copertine. A tutto si fa l’occhio, garantito.
Basta girare pagina e la moda cambia. Si convive con il proprio presente, si dimentica il passato e si guarda al futuro. Liz Jones è convinta, i sociologi stufi di indirizzare anoressiche sulla via giusta, anche. D’ora in poi cureranno le aspiranti-taglie forti, decise a consumare merendine e carboidrati a ruota libera, pur di essere giudicate degne di una “cover” su “Marie Claire”. E fra vent’anni, ci ritroveremo a celebrare il riflusso della top-model magrissima “inventata” da una direttrice di periodico specializzato in vena di rivoluzioni. Tanto, si vive di corsi e ricorsi, di piedistalli e ghigliottine e nihil….., sì insomma nulla nasce dal nulla come diceva padre Lucrezio e mangiamoci anche sta minestra, tanto qualcuno giù dalla torre ogni tanto bisogna buttarlo e per stavolta tocca alla top-model ossuta. Extra-large, è il tuo momento d’oro!
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