(PUBLIWEB)
Italiani internauti, noblesse oblige. A chi naviga nel web, piace scoprirsi nobile. Ce l’ha dichiarato a gran voce un mensile specializzato. Dobbiamo crederci senza fiatare. Avete presente gli stands alle rassegne estive con velocissima indagine genealogica per scoprirvi le origini e l’antenato di sangue blu? Beh oggi, tramite un’accorta ricerca nella rete, una buona metà d’Italiani si scopre nobile e titolato. E va a raccontarlo in giro. Anzi, dà un colpetto alla stampante e chiede che tutto ciò venga tradotto in fogli scritti da mostrare agli scettici. C’è chi ha toccato anche le cinquanta ricerche per confermare la propria radice soggiogante. Chi s’è scoperto Barone (più o meno rampante) o Visconte (magari dimezzato) o si è ritrovato vari Conti, forse poco correnti, ma decisamente più confortanti da raccontare ai propri figli di quelli a cui si è costretti ogni anno per compilare la denuncia dei redditi.
Smania di reinventarsi duchi o addirittura principi. C’è qualche avo che ha svettato nel Granducato di Parma, Piacenza e Guastalla? C’è qualche progenitore che ha combattuto battaglie epiche nell’era dell’Orlando furioso o Innamorato? Il medioevo oscurantista bussa alle porte con torbidi richiami. Meglio sprofondare nelle proprie origini. Scoprirsi magari lombardi dopo tanto ciarlare contro Bossi, evadendo dalla propria nascita sudista. O al contrario, ritrovarsi discendenti dai siculi “toccati” da dominazione normanna, malgrado i natali valdostani o triveneti. I popoli trasmigrano ed è facile spostarsi, nell’arco dei secoli, da un capo all’altro della penisola. C’è anche chi trova un pirata nel proprio albero genealogico e comincia a coltivarsi sogni su navi-fantasma a caccia di tesori nascosti in fondo ad oceani azzurrissimi. C’è qualcun altro che si ritrova pronipote di briganti e inizia a temere di toccare la merce al supermarket. Per caso il virus da predatore l’ha contagiato attraverso il gene, anche a distanza così lunga?
Ma nobiltà è bello. In molti usano il sangue blu scoperto via Internet per vantarsi con le nuove conquiste erotiche. Vuoi mettere il fascino dell’alta borghesia titolata? Un avo di sangue blu fa perdonare anche qualche sgarro al galateo, perfino a tavola. E pazienza se poi si afferra il quarto di pollo con le mani per guastarselo meglio o si prende l’insalata con la forchetta sbagliata (come Julia Roberts in “Pretty Woman”). Il mio avo non l’avrebbe mai fatto. A volte, ci si guasta nel crescere. Ma io ero come lui, giuro. E’ tutta colpa del nuovo millennio.
A qualcuno il sangue blu fa comodo per salir di grado. Il “nobile” può far carriera. Sventaglia sotto il naso del top-manager un albero titolato e capiranno chi sei. Ti affideranno incarichi d’alto lignaggio. Degni di te. Basta con le scrivanie grigie fantozziane e gli scatti di carriera lentissimi e poco confortanti. Via libera all’escalation. Nobile è gratificante e utile. Garantito.
Per qualcun altro, è un modo gradevole di “raccontarsi” ai propri figli. “Vedi il trisnonno era ricco, nobile e vestiva elegante”. Magari aveva le ghette e un anello d’oro al mignolo. A quanti carati? Ci si sente un po’ tanti Zio Paperone nel Klondike. E si chiude sottovetro la preziosissima “numero uno”. In fondo, basta sognare un po’ a volte per evadere dalla realtà balorda. Quando ci sorpassano tagliandoci la strada, parte l’accidenti al pirata della strada. Non ci si controlla. Il trisavolo può aspettare un attimo. In fondo noi tapini, siamo marchesi decaduti. Possiamo permettercelo. Poi, riafferriamo il “gioiello” stampato da Internet, ci ricomponiamo, ritroviamo il self-control e scioriniamo la telenovelas “Anche i nobili bestemmiano”. E poi, come nobiltà prevede, lasciamo attraversare le strisce con calma alla Vecchia signora. Che magari è una nostra lontana zia che l’albero si è dimenticato di segnalarci.
Scherzi del destino, corsi e ricorsi da brividi. Ma è meglio ritrovare le nostre radici. Fra poco comunicheremo con bip-bip. E per parlare col nostro trisavolo-duca, chissà se basterà una seduta medianica via Internet. E se all’improvviso ci salta la connessione? Ci ritroveremo poveri e spiantati, impiegati di gruppo Z senza possibilità d’aumento? Sbrighiamoci a sfruttare il titolo. Forse è più importante un avo blasonato di una laurea. Finché la barca internautica va…..
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