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Rubriche Publiweb :  La voce ai lettori

Tempi duri..strane coppie!
Addio a Matthau, Del Piero sotto accusa


(PUBLIWEB)
E’ un po’ assurdo che la vita ti metta davanti sempre degli strambi paradossi. Ed oggi quando dici “La strana coppia” pensi ad Alex Del Piero e a Francesco Totti e il romanista ti appare vincente, insidioso, pronto all’appuntamento con il gol e capace di assist miracolosi oltre che di gol-partita. Alex invece, lui juventino con la faccia da bravo ragazzo che piace e piace pure tanto, è l’agnello sacrificale che ha sciupato due gol da metter dentro. Di quelli che è più facile sbagliare e qualcuno di memoria lunga e militanza juventina almeno ventennale estrae dal cilndro perfino il paragone infamante con un certo Pacione…..Alex che non poteva far staffetta con Baggio perché erano tutti e due eccellenti uomini-squadra, Alex che guai a toccarlo e soprattutto guai a non farlo guarire in tempo per le grandi occasioni oggi è l’uomo da prima pagina, sì. Ma per venir crocifisso come eroe al contrario di quest’Italia che abbandona nelle mani dei predatori d’oltralpe, francesi mangia-trofei l’Europeo belga-olandese. Non è bastato che agli oranges di Kluivert nascessero di colpo piedi privi di abilità balistiche, inclini a mancare clamorosamente il bersaglio per spianare la via dritta agli azzurri. Con la Francia, dopo la prodezza di Del Vecchio c’è stata la beffa finale e il golden-gol. Ma Toldo non ha ripetuto la super-gara con gli orange e soprattutto Alex s’è mangiato il gol.
La strana coppia è…scoppiata. Ed ecco il paradosso. A proposito di strana coppia, se n’è andato dalle scene e dal mondo Walther Matthau ironico e ghignante divo americano figlio d’emigrati ebrei che, lanciato “bandito”per quella faccia da “duro” per nascita, caracollante e beffardo si è impadronito dei suoi personaggi irridenti e sornioni ed ha fatto binomio facile con Jack Lemmon. Con Wilder a dirigerli per i due è stato gioco comodo imporsi. E da quella “Stranacoppia” partorita dal genio teatrale di N. Simon, Walter ne ha fatta di strada. Nomi? Mah, una marea. “Prima pagina”, il best-seller. Ma anche “Buddy buddy” e “Non per soldi.. ma per denaro”. E poi i duetti con Glenda Jackson regina di un cinema dove il sex-appeal lascia il posto alla recitazione vera con “Visite a domicilio” e “Due sotto il divano” e poi ”E’ ricca, la sposo e l’ammazzo” e poi ancora “Appartamento al Plaza” fino ai “Due irresistibili brontoloni” e “That’s amore”, “revival” abbastanza riusciti tesi a rinfocolare antichi entusiasmi per quel duo giocoso e divertito di sé e dei propri vizi reciproci. Come una vera coppia d’innamorati alle nozze d’oro che giocano a ripetersi, a stuzzicarsi, a ricordare i loro primi passi, a riconoscersi a memoria perché s’intendono così, quasi d’incanto.
E’ bello scambiarsi e ritrovarsi in un attimo. E’ magia quasi impalpabile. Chissà quante più o meno strane coppie della vita e del mondo ci provano e spesso non ci riescono. Un sondaggio giura che 7 mogli su 10 stanno preparandosi una vacanza da “single” e la maggioranza lo fa perché il marito in vacanza è noioso più di sempre, dedica tempo agli amici, non è affatto convinto di volerla portar fuori la sera e allora, meglio un’amica con la stessa voglia di avventura e via per il mondo come Thelma e Louise. “Ma quanta fantasia ci vuole per sentirsi in due?” si chiedeva la Nannini col suo “America” a fine anni 70? Forse tante.
Nel calcio, il giocoliere è a volte tacciato di protagonismo esasperato perché il suo sogno è finire dentro la rete col pallone incollato al piede dopo aver scartato cinque giocatori ed il portiere. Sul palco la battuta in più è spesso del gigione che inventa e aggiunge quando può perché ha estro, ha birra da vendere e col pubblico che gli fa da miccia può far esplodere il teatro. Sul ring, il pugile gasato picchia e picchia ma lui può perché è individuo e non deve render conto che al suo manager ed evitargli il lancio della spugna . Ma nei team, nelle contese dove l’intesa è importante e si fatica un po’ per uno e, d’accordo il braccio e la mente ma, avvertimi quando ti sposti così almeno so dove piazzarmi e non pretendere di far tutto tu sennò mi spiazzi e non decidere per conto tuo di andare a prendere i bambini a scuola due giorni di seguito altrimenti una volta c’incrociamo e l’altra se li ruba il clocker…..Va bene, ora siamo al paradosso totale. Eppure di strane coppie ne girano tante. In jeans o in smoking, a caccia di ostriche e champagne oppure in gita per il picnic con pane e mortazza e vino dei Castelli. Ci si prende, ci si lascia, ci si skanna per un posto sull’autobus, sulle sdraio al mare o in piscina, nelle graduatorie dei concorsi pubblici, a scuola, in palestra. Vanno ancora maledettamente di moda i matrimoni con tanto di partecipazioni scritte in carattere pomposo, vecchio stile. Fra quelle d’oggi anno primo del nuovo millennio e i fatidici cartoncini doppi anni 60 nel pieno del boom economico, c’è poca differenza. Si torna a credere ai grandi idilli. Eppure di mezzo c’è stata la battaglia per il divorzio e l’emancipazione ed il femminismo.
Al di là delle dispute sociologiche, pazienza se a volte la coppia...scoppia. Pazienza se Alex Del Piero ora è il capro espiatorio e dovrà sudarsi la maglia azzurra e si riparla della sudditanza psicologica per Madama Juve padrona ed il Berlusca se la prende con Zoff. E peccato, peccato davvero che se ne sia andato anche Walter Matthau che ha dato al cinema il sui ghigno e la sua camminata bonacciona e da finto burbero e da sregolato play-boy un po’ incosciente. Perché il cinema ha bisogno di grandi talenti ed è vero che lui aveva già dato molto ma, oggi Gassman, domani Matthau e toccherà ricominciare da zero. Perché non è che ci sia molto altro a parte i soliti noti e qualche belloccio ancora tutto da collaudare nel tempo. E si riparte. Con un Matthau in meno e un Del Piero sotto accusa. Ed in attesa della prossima “Strana coppia” inventato dalla fantasia infallibile e inesauribile dei critici o dell’inossidabile duo Biscardi-Mosca. A la buena de Dios.


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