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informatica



(PUBLIWEB) - 12 FEB -
Il personal computer non è una macchina intelligente: è in grado di capire solo il linguaggio binario, (0,1) non passa corrente/ passa corrente, quindi tutto quello che le viene immesso (input) deve essere tradotto in tale linguaggio, detto linguaggio macchina. Inoltre esso è in grado di fare solo quello per cui è stata istruita, non ha emozioni e se sbaglia è sicuramente colpa di un essere umano, programmatore o utente che sia.
Il personal computer è costituito da due parti: hardware (parte dura) e software (parte molle).

La prima è chiaramente visibile nei suoi tre componenti principali: monitor, tastiera, desk.
All'interno del desk trovano posto la scheda madre su cui è montato il processore (CPU), le schede delle varie periferiche (video, audio, scanner, ecc.), e ad esso sono collegate le periferiche interne ( il drive per floppy, lettore per CD-Rom, drive per salvataggio a nastro) e le periferiche esterne (mouse, stampante, modem, fax, joystik e chi ne ha più ne metta).
Sul retro del desk si trovano le porte a cui sono collegate le periferiche esterne e generalmente sono così distribuite: l'alimentazione del monitor a forma di trapezio a tre contatti, la gestione del video collegata alla relativa scheda, una porta circolare per la tastiera, una porta parallela per la stampante, due porte seriali di cui una per il mouse e l'altra per il collegamento tra due computer.
La porta parallela ha una trasmissione di 8 bit per volta, mentre la seriale di 1 bit alla volta.
Nei computer più recenti si ha anche la porta USB che risulta più veloce e permette un collegamento delle periferiche a cascata.
L'installazione di una periferica esterna è piuttosto semplice: è sufficiente osservare la forma delle estremità dei cavi di collegamento e inserire le spine nei loro alloggiamenti con una leggera pressione.
Mentre per quanto riguarda una periferica interna è il caso o di sapere quel che si sta facendo, oppure lo si lascia fare a qualcuno più esperto, a meno che non si voglia nella peggiore delle ipotesi far danni al punto di dover chiamare un tecnico perché il computer non da più segni di vita e stare senza macchina almeno due settimane.

In un computer bisogna distinguere due tipi di memoria: quella di massa e quella volatile.
-- La prima è data da dischi rigidi (harddisk), dischetti, CD-Rom, nastri, si tratta di considerare tali supporti come una biblioteca piena di libri, i files, ordinati per argomento, directories. Questa memoria è solo ROM (read only memory = memoria di sola lettura): infatti, prendendo come paragone una biblioteca, un libro lo si può solo prendere dallo scafale, leggerlo e riporlo al suo posto. Lo schedario (FAT= File Allocation Table) di tutti i libri (files) è presente all'entrata della biblioteca (inizio del disco rigido) ed è lì che il bibliotecario (il computer) guarda prima di andare a prendere il libro (file) da noi richiesto. I parametri per una memoria di massa sono la capacità (il numero di Mbyte che può memorizzare, 1Mbyte=1024bytes e 1bytes è uno 0 o un 1) e il tempo di accesso al supporto (ricerca, lettura e scrittura del file dal supporto considerato alla memoria volatile.
-- La seconda è nota come RAM (random access memory = memoria ad accesso casuale), senza addentrarci nei vari tipi di memoria, la si può immaginare come una grande lavagna su cui viene scritto l'intero contenuto di un libro (il file) e su tale supporto vengono fatte modifiche, correzioni e qualsiasi altra cosa si voglia, per poi riscrivere un nuovo libro e riporlo nello scaffale della biblioteca (salvare il file).
Nel nostro Paese i computer Macintosh hanno la tastiera identica a quella delle macchine per scrivere italiane, sia come posizione delle lettere sia per la punteggiatura. Vengono chiamate Qzerty dalla successione in alto a sinistra. Le tastiere dei computer IBM compatibili sono invece del tipo Qwerty.


Il software è ciò che rende quell'ammasso di fili e circuiti "intelligente", è l'insieme di programmi che permette all'utente di lavorare con il computer: MS DOS x.x, Windows x.x, Windows 95, Windows 98, Window NT x ed i loro applicativi.
Il programmi si suddividono in due grandi famiglie: sistemi operativi e applicativi.
- I primi sono il supporto senza il quale il computer non è in grado di gestire l'hardware e non è possibile alcuna comunicazione tra l'operatore e la macchina. I sistemi operativi più noti e ancora in uso sono: MS DOS, Windows 95, Windows 98, Unix, Windows NT, OS/2 Warp x, Linux.
- I secondi hanno bisogno di un sistema operativo come supporto per operare e ve ne sono moltissimi e di vario genere: programmi di scrittura (word processor), foglio di calcolo elettronico, pacchetti applicativi, programmi di grafica, linguaggi di programmazione.

Windows x.x è un caso particolare: ha bisogno del sistema operativo MS DOS su cui muoversi ed è l'interfaccia utente su cui operano gli applicativi. Quindi esso si comporta da intermediario tra l'utente e il sistema operativo, offre una grafica migliore e rendere molto più facile l'uso del computer ai meno esperti: è più intuitivo e semplice operare con il mouse, piuttosto che scrivere comandi sulla tastiera e ricordarsi tutte le opzioni ad essi connessi.




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Rubrica di Informatica a cura di
Manuel Frassinetti

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