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Rubriche Publiweb :  La voce ai lettori

Il nostro uomo
La Belva dentro...


(PUBLIWEB)

E l'avrei davvero strappata dalle mani dell'infinito quella luna tagliente che addolora il mio sguardo ed investe il mio respiro come un uragano violento.
Avrei davvero voluto nascondere e non far scorgere le cascate urlanti il mio dolore, che, come veliero fantasma, navigano per le valli profonde delle mie terre…ormai sommerse.
Urto ciò che non è dietro me e che mai incontrerò affinché io possa scolpire l'eco dell'essere intimorito nelle camere della mia esperienza; dove occhi spalancati inchiodano fischianti urla nella mia mente, con le mani affoganti i capelli, testa senza respiro…;
una sola nave passante sul mio scheletro mentre lacrime e tumulti s'afferrano alla realtà che non permette altro se non che confermare quel doloroso passaggio.
Maledizione! Sangue, dalla bocca che assapora la vendetta, mangiata dalla rabbia che, come seconda anima e vita in fasce, cresce nel mio futuro e si fa spazio distruggendo. E' una forza incatenata che mi fa paura; è una belva inferocita che violenta la mente e le parole affinché, assieme, possano essere in grado di esprimere ciò che altrimenti nessuno riuscirebbe mai a fare.
Una tempesta nelle vene sottopelle, mentre le parole s'ingrossano nella gola, ormai troppo stretta e piccola,…lamentosa eco della bestia che mi sta facendo piangere.
Sgorga d'ovunque non potrebbe, frustando ogni incontro, mostrando i suoi occhi dietro i miei, mostrando le zanne insanguinate dalle mie parole, …facendosi vedere per avvisare della sua esistenza.
Esiste! E spinge dal mio corpo ogni sensazione; assapora i sentimenti altrui, li deruba, li distrugge…

Un minuto immobile mi riporta all'umanità e alla forza terrena in cui si pone la mia vita, ma ormai sono stanco, non ce la faccio. Usa il mio corpo e la mia mente per presentarsi, per imporsi; usa il mio essere per essere.
Io me n'accorgo, sono cosciente, ma voglio e lascio fare…non mi curo di lei, ma guardo e passo.
Vedo ormai esplodere nelle mie mani il passaggio del tempo che non riesco a stringere perché bollente; osservo il calore sciogliersi nel vento tra capelli incredibilmente fermi e pioggia per le strade…ed io cammino.






Rubrica su l'uomo a cura di
-Zerac-







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