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Ogni Arte è erotica
Il sesso sublime
(Publiweb) -
La croce, uno dei primi ornamenti ad essere rappresentato. La manifestazione dell’artista di liberarsi da un’esuberanza: un corpo che giace, un chiodo che penetra.
Viene spontaneo chiamare immediatamente alla mente un’immagine di sofferenza e di estasi. Cibo dell’anima.
Cibo della mente.
Sensibilità del creatore.
Nell’epoca preistorica, le statuette antropomorfe enfatizzavano le parti del corpo e il sesso era una divinità dagli influssi benefici.
Una verga eretta era portatrice di vita, di godimento direttamente nella sfera del piacere.
Organi genitali, orge, senza legami con il peccato.
La plasticità della materia e la consistenza della mano che lavorava erano alla base della proliferazione e del paradiso. Vigeva un’aurea di sensualità, tra bellezza e dolore.
Poi l’arte si è intesa come imitazione, la scrittura come mimesi, per addivenire al superamento del limite ambientale.
Il recupero, rispetto ai modelli societari repressivi.
Dissonanze cupe per l’Essere hanno filtrato il fascino e l’irruenza erotica: il nudo nell’arte si è configurato come una Venere gioiosa, simbolo di vanità e nobiltà. Intoccabile. Austera.
Sacra.
In contrapposizione con la passionalità intensa, l’epoca si è riversata nell’interpretazione dell’artista.
Nella trasformazione dell’individuo avente una mentalità rigida, divisa tra l’esasperato edonismo e la devozione ascetica.
Un disordine sociale più tardi assorto ad estetismo, a mito inquieto, a stile di vita.
L’arte e l’ammirazione, l’arte e l’alimentazione del desiderio di chi guarda, una sublime strategia seduttiva.
Una seduzione, un artificio e un inganno, ove hanno coesistito impulsi e tripudi di appariscenze, giochi libertini, contrasti sofisticati a cui si è finito per accondiscendere.
Un potere logorante avvolto dalla gentilezza di una cornice o dai merletti di una veste.
Un gemito magico, procurante turbamento, capace di scuotere coscienze e sistemi di valori.
L’arte diffonde oggi un messaggio eroico che ha tutto a che vedere con i lumi di una malattia e di un’emancipazione.
Ravvisa la parità tra uomo e donna ravvivando le fiamme di un erotismo troppo studiato, troppo analizzato. Volge l’uomo e il sesso verso la liberazione. L’emozione dell’irrazionale.
La predilezione per l’esotico, l’harem, l’amore fatale, sono l’opportunità per accorciare la distanza sociale.
L’artista si spinge lontano dai temi borghesi, manifestando contro una poesia che ha lo scopo di depurare il corpo dall’esibizione della vita, e così facendo dichiara una Poesia nuova.
Un quadro chiaritore di essenza, sublimante, spostato verso un’elevatezza di sentimenti che tocca il romantico. Il pathos della divisione tra normalità ed anormalità entro la misteriosa trasfigurazione dell’astratto.
L’Arte è il trionfo della dimensione metafisica, il connubio tra l’ambiente e le sue viscere. È la carne e la sua sensualità.
La stilizzazione del rigore morale durante una vita.
Rubrica a cura di La Passiflora
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