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Il Prossimo
La gnosi del confronto
(Publiweb) -
Ove finisce la nozione che abbiamo del prossimo, la complessità dei rapporti per introdurre i desideri più profondi?
I pensieri sono densi e i piaceri deliziosi ogni qualvolta la persona che abbiamo di fronte non ha ancora la coscienza per realizzare appieno la nostra narrazione.
Ma chi ci conosce se non in modo imperfetto? Nessun individuo resiste alla curiosità di un rapporto personale di introduzione; e all’inizio, soprattutto, in modo preponderante, poiché le reazioni non sono ancora negative.
Così si discute, si dissimula, e l’esperienza procede come un nulla verso una creazione ignota, secondo una dialettica temporanea.
Di sospensione.
Di interpretazione dell’interlocutore.
La migliore espressione che si ha del nostro vicino, di un nuovo incontro o di un volto sconosciuto è la presupposizione della sua esistenza.
Un bisogno ad ogni modo indispensabile per ognuno, considerato il caos originario delle idee.
E in tutto ciò, il sesso, l’erotismo - che dir si voglia - è molto spesso l’istinto “virtuoso” che autorizza la natura, il porsi continuamente innanzi un punto di riferimento, perché a forza di mettere un fine si può arrivare appunto a conoscere l’altro - l’inaudita potenza che egli rappresenta in termini di scoperta e di impulso.
Il desiderio è la ragione profonda da cui deriva ogni forza cieca, ogni capacità di contrastare, di oltraggiare e di sconvolgere, le cui cause non hanno nulla a che vedere con gli effetti.
Nel momento in cui siamo di fronte all’ignota immagine dell’altro, raggiungere il suo spirito è il termine ultimo della natura estremamente piacevole del viaggio della conoscenza. Si tratta di una macchina terribile nei confronti degli inganni e delle chimere deificate in precedenza, delle illusioni usate a pretesto per capire chi sia lo sconosciuto che ci viene incontro.
Colpisce, che la passione e, al primo posto, il desiderio – la negazione del sospetto, abbiano da effettuare questa scelta ingegnosa per trarre piacere dal proprio io che di volta in volta viene in prova attraverso la differenziazione di un individuo da un suo sembiante. Un accodamento provvidenziale si direbbe, e lo è proprio infatti.
Ove la lussuria è una specie di folgore, dunque, di lubrica natura che sovrasta le tensioni costituite dalle prime impressioni, dalla curiosità e dalle temporanee concezioni del coerente. La lussuria è la sorpresa che con una certa quantità di forza distrugge la formazione avuta senza rendere conto, è l’individuo che dilapida le proprie debolezze insieme alle eredità consacrate, e il tutto a favore di una passione incapace di mediare nell’ovvietà ma che si afferma esiziale.
Pienamente, entusiasticamente, immediatamente identificata.
EROTOGRAFIA - Rubrica a cura di
LaPassiflora
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