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"Peer to peer"
La rete aperta a tutti
(Publiweb) -
Condividere risorse! Sembra essere questa la tendenza più in voga, oggi, sul Web.
Finalmente la Rete, cioè il collegamento tra più computer, acquista un senso più definito. I computers, collegati tra loro, si avviano a rappresentare un unico grande sistema in cui ognuno può condividere ciò che desidera con chi vuole, senza particolari privilegi.
Il concetto che sta alla base di questa filosofia si chiama "peer to peer", e può essere tradotto con "alla pari", si tratta di un sistema di comunicazione che permette di avere accesso ai computer della Rete che lo prevedono, e di prelevare ciò che serve in cambio della reciproca disponibilità a rendere disponibili e accessibili le proprie risorse.
Dopo Gooey, il primo software che ha consentito di effettuare navigazioni collettive sul Web, il peer to peer apre scenari nuovi e più democratici, di collaborazione tra gli individui che usano Internet per lavoro, studio o divertimento.
Con la tendenza alla globalizzazione, ormai in atto da tempo, il peer to peer acquisisce ancora più importanza, contribuendo ad avvicinare e rendere disponibili le risorse ovunque esse si trovino o vengano prodotte. Renderle disponibili a tutti significa, inoltre, contribuire a far scomparire le disuguaglianze che inevitabilmente si sono trasferite dal mondo reale a quello virtuale.
Ma l'utilizzo di un sistema come questo fa sorgere dubbi, innanzitutto sulla sicurezza, perchè è necessario introdurre dei sistemi che permettano di arginare la diffusione di virus che avrebbero, in questo modo, libero accesso al sistema, con le ovvie conseguenze che tutti ormai conosciamo. Secondo problema: come garantire gli utenti dal free riding (il prendere senza dare) e garantire l'autenticità e l'integrità di ciò che preleviamo?
Senza porre soluzione a questi problemi l'uso del peer to peer potrebbe rimanere circoscritto a pochi temerari, gli stessi che oggi lo usano per scaricare, a proprio rischio e pericolo, file musicali dalla Rete, perdendo la possibilità di diffondersi e diventare uno standard di condivisione.
In ultima ipotesi bisognerà chiedersi se le persone, una volta acquisiti questi strumenti, avranno veramente voglia di scambiarsi le informazioni o se preferiranno ternersele tutte per sè.
Rubrica di Vita Digitale a cura di
Massimiliano Capalbo
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