(PUBLIWEB)
In risposta alla lettera di A. (Ferrara).
Spero di esserti utile e ti auguro buona fortuna.
Non mi conosci M., ma io conosco te.
Col tuo camice azzurro, coi capelli legati, a battere sconti ed offerte 3 per 2 alla cassa del supermercato.
Chissà se nel tuo cuore, tra pasta e detersivo, c'è spazio per un amore, un passante, come me, che ha apprezzato le fossette sulle guance, la lingua delicatamente schiacciata tra le labbra, per vizio non per vezzo.
Come vorrei fermarti e parlare. Parlare di quando penso a te nella penombra dei miei sogni, senza capirne il motivo.
Come vorrei che tu alzassi il capo, almeno una volta, e ti accorgessi di me. Eppure l'altro giorno, sistemandoti una ciocca di capelli scappata dal fermaglio, mi era sembrato che tu avessi rotto il muro dell'indifferenza.
Ma forse anche questo è soltanto un sogno, ed ho scambiato un semplice sbuffo in un delicato sospiro. E nulla più.
Tuo A.
Per contattarmi basta cliccare sul mio nome: sarò felice di aiutarvi attraverso le pagine di questa rubrica.
[an error occurred while processing this directive]
|