Publiweb ha
16
anni di vita


La storia

Molto calda l'estate del 1992.
Ricordo ancora quando in una BBS un amico mi apostrofò in pvt:
"Sai si sta diffonendo quel nuovo protocollo per l'internet."
"L'internet?"- dissi io
"Si proprio quella... ti ricordi la usavamo all'università?"
"Con il nuovo protocollo non bisognerà scrivere ma solo cliccare sui link con il mouse."

Qualche tempo dopo nacque il mio primo sito, l'embrione di quello che sarebbe diventato Publiweb. In Italia non esistevano siti "contenitore", luoghi da cui partire nella navigazione, siti con chat e altri strumenti che potessero mettere in collegamento gli utenti. Publiweb era un "Social Network" con tanti "Blog" ma non sapeva di esserlo perchè questi termini ancora non esistevano!!
Sorrido all'idea di quanti del genere ne esistano adesso!

Il giorno 11 dicembre 1996 Publiweb.it era già un marchio registrato, un dominio ed un sito regolarmente online. Dopo due anni i sondaggi Datamedia ci assegnavano il 5% dell'utenza italiana.
Community con forum e rubriche libere... Mi diedero del pazzo. "Non puoi dare la possibilità di scrivere a tutti. La gente è strana finirai col passare dei guai legali. Fai come gli altri... trasferisci i server all'estero, fai registrare tutti gli utenti, schedali tutti e vendi i loro profili, fingi libertà ma poi filtra i messaggi e tienili a bada... e se sorgessero problemi che chiedano pure una rogatoria internazionale..."
NO, non è questo che voglio per Publiweb.
Oggi posso dire che la libertà di pubblicazione di cui usufruiscono tanti siti come Facebook e Youtube è un pò anche merito di Publiweb.

Internet intanto cresceva. Essere tra i primi fu importante.
Reggemmo bene la concorrenza dei gruppi con i grandi capitali. Il nostro traffico crebbe ed arrivò il periodo del boom della rete.
Ricordo che non passava settimana senza articoli sui giornali o servizi in Tv che parlassero di noi. Fummo menzionati perfino in un'enciclopedia ed in un paio di romanzi. Lo chiamavano fenomeno Publiweb. "Quella one man company, com'è che si chiama? Pubbliweb o pabliweb all'inglese? Quella che ha più utenti dei grandi?"
"Si chiama Publiweb. E si legge all'italiana, così come è scritto."

Un giorno al telefonino: "Ha chiamato la Tv satellitare [....], viene a visitare i nostri uffici per un servizio."
"I nostri uffici? Quali uffici???!?" - Dissi io.
Publiweb non ha mai avuto una sede unica, non esiste un posto dove si timbra il cartellino. Lo staff tecnico con i server sono in una città, l'amministrazione altrove, la redazione affidata ad altri, il team service ancora più lontano. Tante persone che svolgono ogni giorno il loro compito senza nemmeno conoscersi tra loro.
Gli esperti parlavano tanto di New economy ma poi si stupivano che Publiweb utilizzasse davvero l'outsourcing ed il telelavoro.

Nella primavera del 2000 ero a Milano a ritirare un premio quando squilla il cellulare:
"Ha chiamato quel giornalista di Rai2 ti vuole ospite nella sua trasmissione in prima serata, si parlerà di chat, community e social network".
Tante luci, spettatori e applausi ma non mi fecero dire tutto quello che avrei voluto dire.
Secondo loro la gente che chattava su internet doveva essere vista con diffidenza.
Difficile spiegare la chat a chi in chat non è mai entrato.
Predissi che nel giro di qualche anno milioni di persone sarebbero entrate nei Social Network...
Mi presero per visionario!!

Quando terminò il boom della free-internet si tornò con i piedi per terra.

Sono passati tanti anni da quella mattina di dicembre.
Oggi come nel 1996 Publiweb è on line con il suo stile semplice, classico ma innovativo.
Oggi come nel 1996 Publiweb è on line con il suo spirito libero e diverso.
Oggi come nel 1996 io sono qui come tutte le mattine.
Quanti ne ho visti passare di voi! Ognuno con i suoi problemi, con le sue idee, le sue convinzioni. Positivo o negativo ognuno ha lasciato il suo apporto, un apporto che ha aiutato Publiweb e me a crescere e a migliorare.

Buon Compleanno Publiweb. Cento di questi giorni.
Grazie a tutti voi di essere qui.

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