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TASSI: BNP PARIBAS, A GIUGNO LA BCE TAGLIERA' DELLO 0,25%

Secondo il gruppo bancario Bnp a settembre, poi a dicembre e infine nel primo trimestre 2009 sempre dello 0,25%. Clemente De Lucia, economista all'ufficio studi di Bnp Paribas raggiunto telefonicamente nella sua sede di Parigi, afferma: ''Immagino che la BCE considerando le notizie che arrivano dall'inflazione nell'area dell'euro che mostra un incremento del 3,5% terra' ancora un tono piu' restrittivo. Cio' non toglie - aggiunge De Lucia - che gli indicatori congiunturali mostrino ancora una moderazione sulle attivita'.
Se si aggiunge l'andamento dell'euro forte che aiuta a mantenere inflazione bassa, e che l'export per la Germania va ancora relativamente bene, ma per gli altri paesi dell'area euro no, tutti questi elementi messi assieme mostrano che l'attivita' nell'area tende a diminuire.
Il nostro scenario principale resta quello di giugno, proprio perche' a giugno saranno noti i dati statistici sul primo trimestre 2008 basati non su inchieste, ma su dati reali, e la Bce potra' cosi' valutare gli effetti sulla crescita''. Secondo l'economista di Bnp Paribas ''e' auspicabile che per quella data l'inflazione abbia iniziato la sua discesa''.
Non si sono verificati per il momento - prosegue De Lucia - gli effetti negativi che teme la BCE: che gli aumenti dei prezzi dell'energia e dei beni alimentari si ripercuotano sui salari: per adesso l'inflazione non ha portato ad aumenti salariali''.
Per De Lucia, insomma,''ci sono ancora margini per un taglio, ma e' chiaro che se i prezzi dell'energia e dei beni alimentari dovessere crescere piu' del previsto, e se i dati sul pil fossero migliori delle previsioni e l'inflazione dovesse durare di piu' di quanto atteso, la BCE o decide di posporre la sua politica di 'moderazione', o di lasciare i tassi invariati.
Ma adesso non siamo nell'ipotesi - sottolinea De Lucia -.
Il nostro scenario centrale e' ancora un taglio a giugno dello 0,25%, a settembre, dicembre e nel primo trimestre 2009 e sempre in concomitanza dei dati sul pil.
La BCE infatti prende in considerazione i dati reali ma anche le attese sull'inflazione.
I dati sul pil non saranno buoni, l'inflazione e' ancora superiore al 2% ma le attese inflazionistiche saranno moderate in maniera marcata, e andando nel tempo si ridurranno ancora''. ram/mcc/alf