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MORTE DIANA: GIUDICE, NESSUNA PROVA A SOSTEGNO TESI COMPLOTTO

Il giudice Scott Baker, coroner sostegno della tesi del complotto ordito dai servizi segreti britannici. ''Non ci sono prove che il Duca di Edinburgo ordino' l'uccisione di Diana e tantomeno che il servizio d'intelligence o altre organizzazioni governative abbia organizzato'' l'incidente stradale in cui perse la vita la Principessa, ha spiegato Baker. Da anni Mohammed Al-Fayed, magnate proprietario dei magazzini londinesi Harrods, sta portando avanti la tesi dell'omicidio ('nascosto' dal disastroso incidente automobilistico nel Tunnel parigino dell'Alma) di suo figlio Dodi e di Lady Diana accusando il Principe Filippo di esser coinvolto nel complotto ordito contro la coppia che a breve si sarebbe dovuta sposare. Secondo Al-Fayed, il duca di Edinburgo, marito della Regina Elisabetta II, avrebbe ordinato l'omicidio della coppia.
Il giudice ora ha scacciato ogni accusa affermando che le teorie del miliardario sono ''prive di fondamento''. ''La maggior parte delle affermazioni si sono rilevate talmente prive di fondamento da non dover essere piu' perseguite dall'avvocato di Mohamed al Fayed, anche se in cuor suo, al Fayed, continuera' a crederle vere''. ''Non devono esser ricercate perche' non c'e' il briciolo di prova che le sostenga - ha aggiunto il coroner - prima tra tutte la tesi che Diana venne assassinata dai servizi segreti (MI6) su ordine del duca di Edimburgo''.
(Piu'Europa). red/sam/ss