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BANKITALIA: LA LINEA ISTITUZIONALE DEL GOVERNATORE (ANALISI)

Una relazione algida, rigorosa quanto attendevano dalle sue Considerazioni Finali terapie da suggerire al Governo.
Ma non si e' sottratto al compito di analizzare con precisione i fattori di crisi della situazione economica, finanziaria e sociale del Paese e soprattutto ha voluto esaltare il ruolo della Banca d'Italia e la sua efficienza, la capacita' che ha avuto di rinnovarsi e di riorganizzarsi, dimostrando cosi' che e' possibile condurre importanti riforme senza compromettere l'esercizio delle funzioni istituzionali. Grazie a questo rinnovamento la Banca ha potuto esercitare al meglio le proprie funzioni ed il sistema bancario italiano ha risentito meno di quanto non sia avvenuto in altri Paesi della profonda crisi innescata in America dalle insolvenze sui mutui subprime. Cosi', indirettamente, il Governatore sembra indicare un esempio da seguire nella conduzione delle scelte governative, ma sempre restando nel suo ruolo.
Draghi ha tenuto a sottolineare la politica monetaria perseguita dalla BCE, che ha messo il Paese al riparo da incontrollate spinte sui prezzi, ma non ha rinunciato a mettere in luce alcune peculiarita' che sono alla base del rallentamento dell'economia italiana piu' marcato che nel resto d'Europa. Permane il nodo della produttivita' nelle imprese, ma soprattutto nel settore pubblico, quello che, come la Banca d'Italia fa nel suo settore, dovrebbe garantire al sistema indirizzi, regole,efficienza, controlli efficaci.
Resta ancora, nonostante i miglioramenti numerici, il problema del disavanzo del bilancio pubblico, la cui riduzione si deve essenzialmente ad una crescita ormai insostenibile della pressione fiscale, cui occorre mettere mano per sostenere la crescita. Resta il problema della riqualificazione della spesa pubblica e del come il gettito fiscale viene speso, tema questo che si esalta nel momento in cui si parla di federalismo fiscale. Resta infine quello di una protezione sociale inadeguata, senza la quale non puo' esistere un mercato del lavoro flessibile ed equo. Sono tutti argomenti di economia reale, affrontati pero', nell'analisi di Draghi, sempre all'interno di un contesto, che vede al centro dell'attenzione le questioni monetarie e finanziarie.
La linea Draghi, insomma, e' apparsa tanto orgogliosa del ruolo delle istituzioni bancarie, quanto prudente verso le prerogative del Governo, come appare anche dall'assenza nella relazione di vere e proprie conclusioni se non un messaggio di fiducia per una crescita difficile ma possibile. gld/cls/ss