PESCA: UE, COMMISSIONE PROSPETTA RIDUZIONE QUOTE
Nuova grana all'orizzonte
paese, per preservare le riserve di pesce, ma rischiando di
penalizzare cosi' una professione gia' colpita dal rialzo del
prezzo dei carburanti.
Fino a oggi, le variazioni annuali delle quote di pesca
non dovano superare il limite del 15 per cento in piu' o in
meno di una quota media assegnata a ciascuno degli Stati
membri.
L'obiettivo era di dare un minimo di stabilita' al
settore.
Questo fino a quando il commissario alla Pesca, Joe
Borg, forte dei dati sugli stock di pesca giudicati
''allarmanti'', ha detto di voler riservare in futuro a
Bruxelles la possibilita' di diminuire le quote di piu' del
25 per cento per le specie o le zone piu' esposte al pericolo
di estinzione.
D'altra parte, la Commissione suggerisce anche
di aumentare le quote fino al 25 per cento, se gli stock si
sono ricostituiti e non c'e' il rischio di mancata
riproduzione.
''Dobbiamo adottare misure piu' ambiziose perche' - ha
scritto Borg in una nota, rivolgendosi agli Stati membri - i
nostri mari e gli oceani possano tornare a vivere 'in
salute'.
Solo cosi' il settore della pesca potra' sperare di
avere un futuro''.
Bruxelles lamenta ''l'assenza di progressi
reali'' dalla grande riforma della politica comune della
pesca del 2002.
E la Commissione sostiene anche che le quote
''sono sistematicamente fissate a livelli nettamente
superiori a quelli raccomandati dagli scienziati per
permettere la ricostituzione degli stock sovrasfruttati'',
mentre il sistema di limitazione dei giorni passati in mare
''e' inefficace''.
Tanto che ''l'88 per cento degli stock
dell'Ue sono supersfruttati contro il 25% della media
mondiale''.
(Piu'Europa).
val/mcc/ss