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IMMIGRATI: VATICANO, SONO RISORSA ANCHE SE IRREGOLARI

Gli immigrati, al ricongiungimento familiare: e' questa l'affermazione piu' forte contenuta nel Comunicato finale dell'Assemblea plenaria del Pontificio Consiglio della pastorale per i migranti e gli itineranti, diffuso oggi. La Sessione di quest'anno del dicastero vaticano era dedicato alla ''famiglia migrante ed itinerante'' e, afferma il documento conclusivo, il primo mezzo per sostenerla e' ''favorire il ricongiungimento familiare nei Paesi di accoglienza''. ''Tuttavia - osserva il Pontificio Consiglio -, questi Paesi stanno restringendo sempre piu' tale possibilita', e la mancata unificazione della famiglia avra' certamente effetti a lungo termine''. Di fronte al fenomeno dell'immigrazione, per il dicastero vaticano e' necessario ''un quadro giuridico che permetta alle societa' di offrire reali possibilita' di integrazione (che non significa assimilazione), reinserimento per coloro che ritornano, stabilita' e coesione sociale sia per gli autoctoni, che per gli itineranti e i migranti, con le loro famiglie.
A tale scopo, bisogna adoperarsi affinche' l'opinione pubblica prenda consapevolezza del fatto che l'integrazione non e' un processo a senso unico''.
In questo quadro, il Pontificio Consiglio esprime il proprio sostegno a ''quelle Conferenze Episcopali che, fedeli al loro ruolo profetico, fanno appello ai propri Governi affinche' rivedano attentamente le loro politiche migratorie''. Il dicastero vaticano osserva che ''molte famiglie, o uno o piu' dei suoi membri, emigrano poiche' non possono vivere con dignita' nel proprio Paese o nella propria societa'.
Le persone accettano lavori che implicano la mobilita', pur di sostenere se stesse e le proprie famiglie''. Ma il documento non ignora che l'immigrazione pone anche difficili problemi etici.
In particolare, osserva il Pontificio Consiglio, ''studi sui tassi di natalita' delle famiglie migranti nei Paesi di accoglienza hanno mostrato che benche' essi siano, in genere, inizialmente piu' elevati, col tempo tendono a conformarsi a quelli della popolazione locale, per il ricorso a metodi di controllo usati nei Paesi d'arrivo''.
E per questo arriva a suggerire che ''occorre evitare'' che gli immigrati facciano ricorso ad aborto e contraccezione, ''mettendo in atto programmi che promuovano la pianificazione familiare naturale''. asp/mcc/bra