USA: FED TAGLIA COSTO DEL DENARO AL 3%, RESTANO PERICOLI PER ECONOMIA
Come largamente atteso, la Federal
iniziato, lo scorso 17 agosto, con lo scoppio della bolla dei
mutui subprime e i primi sintomi di ''credit crunch''.
I Fed Funds scendono al 3% e il tasso di sconto al 3,50%,
per entrambi si tratta di una riduzione dello 0,50%.
Soprattutto, il Fomc ha deciso di agire sia dal lato del
mercato interbancario (Fed Funds) e sia favorendo migliori
condizioni allo ''sconto di titoli,'' (tasso di sconto).
Per la banca centrale Usa, i ''mercati finanziari restano
sotto un considerevole livello di stress, l'accesso al
credito si e' ulteriormente ristretto sia per le imprese e
sia per la famiglie'', mentre la contrazione del mercato
immobiliare ''si approfondisce''.
Restano dunque significativi rischi al ribasso ''per la
crescita economica'' e la Fed ''agira' per contrastare questi
rischi'' ma ''restera' vigile e monitorera'' l'andamento
dell''inflazione.
Uno scenario in qualche modo confermato dai dati del Pil
Usa del quarto trimestre, diffusi proprio oggi.
La locomotiva
Usa ha mostrato chiari segnali di difficolta' archiviando
l'ultimo quarto del 2007 con un modestissimo +0,6%, dato
sotto le attese degli economisti (+1,2%) e, soprattutto,
lontanissimo dal +4,9% registrato nel trimestre precedente.
red/men/alf