MARINI: LA BIOGRAFIA DEL PRESIDENTE INCARICATO
Franco Marini, presidente del Senato,
Pio delle Camere sull'altopiano dei Navelli, la zona divenuta
famosa per le sue coltivazioni di zafferano.
Sposato e con un figlio, Marini e' nella vita pubblica del
nostro Paese praticamente da sempre e deve la sua fama
soprattutto agli anni di sindacalista.
Un lavoro e una
carriera intensi che lo hanno portato al vertice della Cisl
per sette anni.
Successivamente e' stato ministro del lavoro
e poi segretario del Ppi dopo essere stato per molti anni un
esponente di spicco della Dc (componente della sinistra
sociale insieme a Carlo Donat Cattin).
Dal 2006 e'
presidente del Senato.
Primogenito di una numerosa famiglia di modeste condizioni
economiche, Franco Marini si diplomo' al liceo classico e
consegui' la laurea in giurisprudenza.
Ha svolto il servizio
militare di leva come ufficiale negli alpini, esperienza e
appartenenza che ancora oggi porta con se' viste le sue
partecipazioni ai raduni degli ex alpini con tanto di
cappello con la penna nera.
Iscritto alla Democrazia Cristiana dal 1950 e attivo
nell'Azione Cattolica e nelle ACLI, inizio' la sua attivita'
lavorativa, durante gli studi universitari, in un ufficio
contratti e vertenze della CISL.
Dopo alcuni anni di
formazione e di esperienza, Giulio Pastore lo porto'
all'ufficio studi del ministero per il Mezzogiorno.
Segretario generale aggiunto della Federazione dei Dipendenti
Pubblici nel 1965, nel sindacato della CISL, discepolo di
Pastore, assunse un ruolo sempre maggiore, diventando negli
anni '70 vicesegretario, e nel 1985 venne scelto come
segretario nazionale.
Nel 1991 alla morte di Carlo Donat Cattin eredito' la
guida della corrente politica di Forze nuove, interna alla
Democrazia Cristiana, tradizionalmente piu' sensibile alle
prerogative del mondo del lavoro, e passo' nell'aprile dello
stesso anno dalla segreteria del sindacato al governo,
diventando ministro del lavoro e della previdenza sociale del
VII governo Andreotti.
La Dc lo candido' per la prima volta nelle elezioni
politiche del 1992, risultando il primo degli eletti a
livello nazionale, e Mino Martinazzoli lo scelse per
l'incarico di responsabile organizzativo del partito.
Seguendo il partito nella trasformazione nel 1994 in Partito
Popolare Italiano (Ppi), ne divenne segretario nel 1997
succedendo a Gerardo Bianco.
Guido' una segreteria volta a
rimarcare la propria individualita' all'interno dell'alleanza
dell'Ulivo, in contrasto con l'idea di Romano Prodi di una
vera e propria unione dei partiti.
Eletto al parlamento
europeo nell'elezioni del 1999, lo stesso anno, con alle
spalle un deludente risultato elettorale per il partito,
lascio' la segreteria in favore di Pierluigi Castagnetti.
In seguito, non ostacolo', anzi partecipo' all'entrata
nell'alleanza elettorale della Margherita delle elezioni
politiche del 2001, che, trasformandosi in partito nel 2002,
lo vide segretario organizzativo.
All'interno della Margherita, Marini ha rappresentato i
settori piu' inizialmente prudenti sull'idea del Partito
Democratico.
Nel confronto che ci fu nel maggio del 2005 tra
Romano Prodi e Francesco Rutelli, Marini sostenne
quest'ultimo affermando la necessita' della Margherita di
presentarsi da sola al proporzionale.
Eletto senatore alle elezioni politiche del 2006, e' stato
scelto come candidato alla presidenza del Senato, sfidante
dell'altro candidato, espresso dalla Cdl, il senatore a vita
Giulio Andreotti.
Il 29 aprile 2006, con 165 voti, alla terza votazione,
Marini e' diventato presidente del Senato della Repubblica
Italiana.
Franco Marini sarebbe il primo presidente del Consiglio di
origine abruzzese.
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