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PRECARIATO: COSTRETTA AD ABORTO PERCHE' NON HA SOLDI SCRIVE A NAPOLITANO

Abortire perche' non bastano i presidente Napolitano cui ha dato un titolo terribile: ''Necrologio di un bimbo che e' ancora nella mia pancia''.
''La verita', mio caro Presidente, e' che nonostante sia io che mio marito abbiamo un lavoro, un lavoro che ci impegna 6 giorni alla settimana e che abbiamo trovato dopo infiniti ''lavoretti'' che definire umilianti e sottopagati e' dir poco; ebbene dopo tutto cio', ad oggi le nostre entrate ammontano a circa 1.300 euro al mese'', scrive nella lettera-appello che sta per inoltrare al Quirinale e che ha spedito a 'Repubblica'.
''Per trovare questo lavoro qualche anno fa ho rinunciato a portare a termine la mia carriera universitaria.
Nonostante il profitto fosse elevato e la mia media superasse il 29, dissi addio ai miei studi e al mio praticantato da giornalista.
Quest'ultima rinuncia fu per me la piu' dolorosa perche' la verita' e' che, seppur i miei compiti di neofita fossero praticamente identici a quelli di un professionista, non ho mai riscosso neppure un centesimo dal quotidiano locale per il quale scrivevo.
Il lavoro era splendido, ma non si puo' vivere solo di passione''.
Scoprirsi incinta le ha procurato ''un'emozione bruciante, una felicita' incontenibile'', ma ben presto ''la ragione ha preso il posto del cuore'', aggiunge.
''Presidente, ora devo scegliere se essere egoista e portare a termine la mia gravidanza sapendo di non poter garantire al mio piccolo neppure la mera sopravvivenza, oppure andare su quel lettino d'ospedale e lasciare che qualcuno risucchi il mio cuore spezzato dal mio utero sanguinante, dicendo addio a questo figlio che se ne andra' per sempre''.
Ieri mattina la donna che vive con il marito in un centro dell'area vesuviana, ha fatto la prima ecografia al Policlinico di Napoli, ha firmato le carte, ha saputo la data in cui abortira': il 27 maggio. res-mpd/rf/rob