PD: FASSINO, VELTRONI NON SI TOCCA E SUL PARTITO NON SI TORNA INDIETRO
Walter Veltroni non si tocca.
deve guardarsi dentro e scoprire perche' il risultato lo
mette cosi' lontano dagli umori maggioritari del Paese.
E si
deve dare una linea politica, che ancora non c'e', perche'
possa un giorno prevalere sul centrodestra.
Piero Fassino, l'uomo che ha traghettato i Democratici di
sinistra dentro il Pd, analizza con 'L'espresso' la sconfitta
e spiega che cosa bisogna fare da oggi in poi.
''La sola cosa su cui non dobbiamo avere recriminazioni o
pentimenti -ha detto Fassino- e' aver scelto di far nascere
il Partito democratico.
E lo abbiamo fatto proprio partendo
dalla convinzione che la societa' italiana ha conosciuto
giganteschi cambiamenti che le culture politiche tradizionali
non erano piu' in grado di leggere e di rappresentare''.
''L'esito del voto ci dice anche che ora dobbiamo
attrezzare il Pd con una cultura e un impianto progettuale e
programmatico capaci di incontrare la societa'''.
''Noi -aggiunge Fassino- abbiamo perso le elezioni
politiche.
Abbiamo perso in Friuli la Regione avendo
governato per cinque anni con un uomo, Riccardo Illy, che si
caratterizzava come un interprete della modernita' e del
rapporto tra politica e mercato.
Abbiamo subito in Sicilia
una sconfitta cocente e in Puglia e Campania c'e' stato uno
smottamento politico elettorale di vaste proporzioni.
E ora
abbiamo perso Roma.
Guai a cercare soluzioni e letture facili
a questa sconfitta''.
D - Lei rivendica la costruzione del soggetto politico
nuovo, ma dice anche che ora bisogna riempire questa casa di
contenuti.
Non sara' quello all'origine della sconfitta?.
FASSINO - ''Lei pensa che se fossimo andati davanti agli
elettori con la vecchia alleanza sarebbe stato meglio?
Assolutamente no.
Noi abbiamo fatto il Pd che ora ha bisogno
di dotarsi di una cultura politica che ancora non ha.
Questa
e' la sfida''.
D - E che cosa e' mancato nella comprensione della
societa' che ha portato al successo il centrodestra?.
FASSINO - ''Il voto ci fa vedere un cumulo di malesseri,
disagi e inquietudini anche di segno diverso: il pensionato
che ha meno di 500 euro al mese, l'operaio o l'impiegato che
tirano la carretta con mille, mille e duecento euro, la
famiglia con il figlio precario, l'artigiano o il
commerciante che si sentono vessati dal fisco; e chi ha paura
dell'immigrato non solo per questioni legate alla sicurezza
ma alla concorrenza sul posto di lavoro o sull'assegnazione
di un alloggio o sull'asilo nido.
Tutti questi malesseri si
coagulano in un sentimento di fastidio e repulsione verso lo
Stato, le istituzioni, la politica, i partiti.
La destra ha
intercettato tutto questo e noi no''.
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