ALEMANNO: IL PRIMO GIORNO DA SINDACO DI ROMA
Il primo giorno di Gianni Alemanno,
dai molti sostenitori e simpatizzanti e' entrato in
Campidoglio.
''Una giornata particolare'' come l'ha definita
Giorgia Meloni, parlamentare del Pdl, anche lei nella sede
del Comune per la cerimonia di insediamento dell'Ex ministro
delle Politiche Agricole e Forestali, cerimonia che si e'
subito concretizzata dopo le 16, con l'annuncio dato dallo
stesso Alemanno: ''c'e' stato il passaggio di consegne e da
adesso sono Sindaco di Roma''.
Tra gli applausi, Gianni
Alemanno, in Campidoglio, ha comunicato cosi' il passaggio di
consegne, tra uno scroscio di applausi nella Sala della
Protomoteca gremita.
E immediatamente la nota di colore l'ha offerta proprio il
nuovo ''numero uno'' del Campidoglio.
''E' inevitabile
l'affaccio - ha detto Alemanno - dal balcone dell'ufficio del
Sindaco di cui parlava sempre Veltroni e effettivamente
affacciandosi da quel balcone si sente di essere al centro
del mondo''.
E poi ha parlato subito del lavoro da fare.
''Ho
parlato con il Prefetto ed e' stato convocato per mercoledi'
7 maggio alle ore 10 il Comitato per l'ordine pubblico e la
sicurezza'', aggiungendo che avrebbe ''voluto farlo prima ma
non c'erano i tempi.
Sara' un lavoro paziente e difficile
perche' la situazione si degrado in alcune aree e' grave'',
comunque - ha assicurato - allontaneremo da Roma tutti gli
stranieri che hanno violato la legge''.
La questione sicurezza e' stata, dunque, il primo problema
affrontato da Alemanno che ha sottolineato la necessita' di
''recuperare un ritardo di 15 anni di lassismo che hanno
consentito alla criminalita' di crescere'', lanciando lo
slogan ''liberarci dall'insicurezza, occupare con la
solidarieta''', ma ribadendo la necessita' di istituire un
commissario governativo straordinario per la sicurezza nella
Capitale.
Ma, tra i tanti temi sviscerati, ha tenuto banco - e si
presume lo fara' per giorni - la Teca dell'Ara Pacis.
Una
polemica che parte da lontano e che oggi, Alemanno ha
riaffrontato sollecitato dalle domande dei giornalisti.
Gia'
nel maggio 2006, l'allora candidato a sindaco di Roma per la
Cdl in corsa per il Campidoglio contro Walter Veltroni, aveva
sostenuto che la Capitale andava liberata ''da tutti gli
sfregi, per questo smonteremo la teca dell'Ara Pacis e la
porteremo in periferia''.
Allora Alemanno visito' il
monumento eretto in onore dell' imperatore Augusto, insieme
al critico d'arte Vittorio Sgarbi, ribadendo la sua
intenzione, se eletto, di smantellare l'opera dell'architetto
americano Richard Meier.
Durante la visita, furono illustrati
alcuni dei progetti alternativi a quello di Meier, per
sostituire la teca originale di Morpurgo, realizzati da
architetti di fama internazionale come Liam O'Connor, Leon
Krier, Colin Rowe.
''Invece - aggiunse Alemanno - l'ex
sindaco Rutelli, come un signore rinascimentale, ha dato
l'incarico unilateralmente a Meier e poi consegnato il
progetto per la realizzazione a Veltroni''.
E oggi ''l'affaire'' Ara Pacis e' tornato prepotentemente
alla ribalta, e Alemanno ha annunciato che presto ci sara' un
referendum in citta' che decidera' ''teca si''', ''teca no''.
''Decideranno cosi' i cittadini - ha detto - se tenerla o no.
Se sara' no la asportiamo in periferia perche' e' moderna e
va bene li'.
Il neo sindaco ha aggiunto comunque che non si
tratta di una priorita' perche' i problemi di Roma sono molti
e in proposito ha ribadito la prossima costituzione di una
Commissione per lo sviluppo della Capitale sul modello
Attali'.
bet/mg/alf