DIARIO ELETTORALE: PRODI LASCIA PRESIDENZA PD DOPO LE ELEZIONI?
Per Romano Prodi niente conferenza
che dopo le elezioni non arrivi la notizia che, oltre ad
abbandonare la politica italiana come lui stesso ha gia'
annunciato, il Professore si dimetta anche dall'incarico di
presidente del Partito democratico.
''Che la presenza televisiva di Prodi non fosse gradita al
Pd lo si era capito nella Commissione parlamentare di
vigilanza sulla Rai-tv, dove c'e' stato il tentativo da parte
del partito di Veltroni di mettere all'inizio e non, come
vuole la tradizione, alla fine la conferenza stampa del
presidente del consiglio.
Ma ovviamente gli esponenti del Pdl
si sono opposti'', racconta l'onorevole Antonello Falomi di
Sinistra-l'Arcobaleno che fa parte di quella Commissione.
Ieri, con una lettera inviata a Claudio Petruccioli,
presidente della Rai, e' arrivata addirittura la rinuncia da
parte di Prodi alla conferenza stampa in tv.
La motivazione
addotta e' tenere fede al principio che il capo del governo
non dovrebbe dare un ''indebito vantaggio'' alla sua parte
politica (cosa che peraltro Prodi aveva contestato a Silvio
Berlusconi nel 2006).
Il gesto non ha pero' precedenti.
Il Professore e' il
primo presidente del Consiglio a rinunciare a una prassi
consolidata che di solito e' usata dal governo uscente per
valorizzare il suo lavoro.
Vengono cosi' confermate le voci
che indicavano la predilezione di Berlusconi a condurre la
campagna elettorale con Prodi a Palazzo Chigi (''E' molto
impopolare''), a cui ha fatto da contrappeso l'abilita' del
Pd di togliere dalla scena elettorale il presidente del
consiglio.
A questo punto, e' molto difficile che Prodi partecipi
venerdi' 11 aprile alla chiusura a Roma della campagna
elettorale di Veltroni e del Pd.
A piazza del Popolo, luogo
della manifestazione, gli oratori prescelti darebbero infatti
un carattere piu' romano che nazionale all'iniziativa:
accanto a Veltroni, potrebbero esserci solo Maria Madia
(giovane capolista alla Camera nel Lazio), Francesco Rutelli
(candidato a sindaco), Nicola Zingaretti (candidato alla
Provincia) e Franco Marini (capolista al Senato nel Lazio).
Ora resta da vedere quale sara' il destino politico di
Prodi.
Alla platea dell'Universita' di Friburgo che ieri gli
ha assegnato la laurea ad honorem in Scienze politiche, ha
detto che nel suo futuro c'e' spazio ''per dare, se
possibile, un contributo alla soluzione delle tensioni nel
mondo''.
L'allusione fa pensare a una candidatura per qualche
ruolo internazionale, nelle Nazioni unite ad esempio.
Potremmo quindi assistere molto presto alle dimissioni di
Prodi dal ruolo di presidente del Pd, che potrebbe risultare
incompatibile proprio con un incarico diplomatico
internazionale.
gar/min/ss