VIGILANZA RAI: FINI E SCHIFANI AI CAPIGRUPPO, NOMI ENTRO VENERDI' 6/6
Si accelera sull'insediamento della
richiedere l'elenco dei parlamentari che comporranno le
rispettive rappresentanze.
I nomi, in tutto quaranta,
dovranno essere comunicati entro venerdi' della prossima
settimana.
Accantonato per il momento la questione del recepimento
degli obblighi Ue sulle frequenze per uscire dalla morsa
dell'ostruzionismo di Pd e Idv - ma il governo ha annunciato
che riproporra' il provvedimento ritirato ieri in aula l'8
giugno con la prossima legge comunitaria - lo scontro sul
controllo dell'emittenza televisiva si sposta cosi' a palazzo
San Macuto.
Alla 'bicamerale' la legge assegna tra l'altro il
compito di indicare i sette consiglieri del Cda della Rai di
nomina parlamentare, quattro espressi dall'opposizione e i
rimanenti dalla maggioranza.
L'assemblea degli azionisti per l'elezione e' stata gia'
convocata per il 26 e il 27 giugno.
In caso non si trovi un
accordo per quella data, rimarranno comunque in carica gli
attuali consiglieri.
E non e' detto, dice a mezza bocca un
autorevole esponente del Pd, che nel frattempo non intervenga
una ulteriore pronuncia della Consulta sulla legittimita'
costituzionale della 'Gasparri', bloccandone gli effetti e
facendo entrare il Cda in un regime di proroga nel quale
Walter Veltroni potrebbe rilanciare la sua battaglia per una
riforma della 'governance' di viale Mazzini.
Da settimane sulla presidenza della Vigilanza si e' creato
un altro muro tra maggioranza e opposizione, con buona pace
del dialogo equamente invocato dalle due parti.
La prassi
istituzionale seguita in verita' in queste ultime
legislature, sia per la nomina di Francesco Storace che di
Mario Landolfi, vuole che la maggioranza voti
disciplinatamente il presidente candidato dalla minoranza.
Il
nome che il Pd, l'Idv e Udc continuano a difendere anche oggi
a spada tratta e' quello dell'ex sindaco di Palermo, il
portavoce di Italia dei Valori Leoluca Orlando.
Ma esponenti di primo piano di Forza Italia hanno annunciato
pubblicamente che voteranno contro il campione di Antonio Di
Pietro, incarnazione stessa, per Fi, dell'antiberlusconismo
viscerale.
Piu' 'garantisti' i rappresentanti di An e Lega,
intenzionati a seguire il metodo ormai consolidato, che
riconoscono comunque come il voto debba essere lasciato alla
liberta' di coscienza dei singoli parlamentari.
Se l'opposizione dovesse mantenere il punto su Orlando, si
potrebbe creare intorno al gradimento sul presidente per la
prima volta una maggioranza a geometria 'variabile': i
parlamentari indicati in Vigilanza dal Pdl sono
complessivamente 18, dei quali sei sono di An e uno della
Dca, quattro della Lega.
Quattordici sono di nomina Pd, 2
dell'Idv e altrettanti dell'Udc.
Sulla carta quindi Orlando
non dovrebbe avere difficolta', anche in presenza di uno
'strappo' istituzionale dei parlamentari di Fi.
Cer/mcc/rob