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PREZZI: ONG, OPPORTUNITA' PER AFRICA CON STOP A NEGOZIATI COMMERCIALI

L'aumento dei prezzi agricoli sul rinunceranno a invadere con i loro prodotti protetti dai sussidi i nostri mercati''.
Nel corso dell'incontro EuropAfrica organizzato questa mattina a Roma da Coldiretti, Ndiogou Fall, presidente della Rete delle organizzazioni contadine dell'Africa occidentale (ROPPA) ha chiesto all'Unione Europea di ''smettere di far pressione sui nostri Governi attraverso gli Accordi di Partenariato Economico, e di non spingerli piu' a liberalizzare i mercati agricoli''. Ma anche agli Stati Uniti ''di non venderci le sue eccedenze sotto forma di aiuti alimentari, e di non sponsorizzare piu' l'attuale agenda di liberalizzazioni dell'Organizzazione Mondiale del Commercio.
In quel tipo mercato, dominato da poche aziende, per noi non c'e' alcuna opportunita' di avere un maggior reddito, neppure con i prezzi piu' alti''. Una vecchia ricetta, quella dell'accelerazione degli scambi e dell'azzeramento dell'intervento pubblico in agricoltura in cambio di aiuti, che Banca Mondiale e Fondo Monetario Internazionale hanno imposto ai Paesi africani per oltre vent'anni ''ma che si e' tradotta in debito internazionale e nient'altro - ha denunciato Fall -.
Pensate solo che per una media di 247 dollari investiti per ettaro in Africa occidentale, oggi solo un dollaro e' assicurato dall'aiuto pubblico e il rimanente 99% e' assicurato dai contadini e dai produttori dell'agricoltura familiare''.
Il risultato'? Circa l'80% delle persone che vivono in ambito rurale in Africa, conferma il ROPPA, ha fame. sis/sam/bra