DL UE: ROMANI, RETE 4 NON C'ENTRAVA NULLA - PER PD VITTORIA CHE NON C'E'
Dispiaciuto ma non sconfitto. Anche
modifiche molto presto, probabilmente prima della pausa
estiva.
E a quel punto il Pd non fara' piu' ostruzionismo.
Parla con il quotidiano online Affaritaliani.it il
sottosegretario alle Comunicazioni Paolo Romani, all'indomani
della retromarcia del governo a Montecitorio.
D.- Si sente sconfitto?.
ROMANI: ''No, sono dispiaciuto perche' non e' stato
possibile dare una risposta all'Europa e perche' e' stata
data un'interpretazione non corretta a un passaggio di un
emendamento''.
D.- E' vero che ci sono state pressioni del Quirinale?.
ROMANI: ''No, anche perche' chiunque avesse approfondito
quel passaggio si sarebbe reso conto che era identico a un
passaggio della legge gia' esistente e Rete 4, come ho detto
ormai tantissime volte, non c'entrava nulla''.
D.- Che cosa risponde agli esponenti del Pd che cantano
vittoria?.
ROMANI: ''Sono obbligati a cantare vittoria, dato che
hanno fatto una battaglia e non era piu' possibile dire che
l'interpretazione che hanno dato a quel passaggio fosse
sbagliata.
Pero', parlando singolarmente con alcuni esponenti
dell'opposizione, ho notato che qualcuno si e' reso conto
come sia stata data un'interpretazione non corretta da parte
dei vertici del Pd.
Purtroppo, poi, la politica attiva un
meccanismo di gioco tre la parti e in quel momento il gioco
di quella parte era di affermare che quel passaggio si
riferisse a Rete 4 e di cantare oggi vittoria perche' e'
stato abolito''.
D.- Avete una maggioranza larghissima, come e' possibile
che abbiate dovuto fare marcia indietro?.
ROMANI: ''I regolamenti parlamentari della Camera non
consentono di contingentare i tempi sull'approvazione dei
decreti.
E' un vecchio problema di Montecitorio, da quando i
regolamenti sono stati modificati con Violante, permettendo
di contingentare i tempi sui disegni di legge ma non sui
decreti.
Nel merito c'e' un problema di scadenza l'8 giugno e
l'obiettivo era consentire anche al Senato di approvare il
provvedimento, ovvero i quattro decreti.
E' importante che di
quell'emendamento sia stato conservato il 90% e almeno quello
e' passato''.
D.- Non potevate mettere la fiducia?.
ROMANI: ''Non mi sembrava ci fossero le condizioni per
mettere addirittura la fiducia.
Quel passaggio
dell'emendamento non e' poi cosi' fondamentale.
Comunque lo
inseriremo cosi' com'e' nella prossima legge comunitaria e
sono sicuro che in quell'occasione non ci saranno le
interpretazioni che sono state date in questi giorni
dall'opposizione''.
D.- Quando esattamente?.
ROMANI: ''Tra qualche mese ci sara' la legge comunitaria
dove vengono recepite le indicazioni dall'Europa''.
D.- Entro la fine dell'anno?.
ROMANI: ''Penso molto prima.
Ormai nel merito non c'era
piu' una discussione sulla modifica o meno dell'emendamento
ma in Aula si parlava solo del metodo, ovvero la richiesta
dell'opposizione era che non si usasse un decreto ma che si
utilizzasse il vettore della legge comunitaria''.
D.- Visto lo scivolone di due giorni fa, quando il governo
e' stato battuto, non e' che qualcuno nel Centrodestra non
era poi cosi' convinto?.
ROMANI: ''E' gia' successo molte volte.
Quando c'e'
ostruzionismo molti deputati dopo ore e ore di dibattito
vanno a prendersi un caffe', l'opposizione non smette di
parlare e a un certo punto il presidente apre la votazione.
In quell'occasione c'erano 20-30 onorevoli della maggioranza
alla Buvette e in Transatlantico e non hanno fatto in tempo a
entrare in Aula.
Tant'e' che subito la votazione sono
entrati.
Non c'era alcuna intenzione di dare un segnale''.
D.- Berlusconi come l'ha presa?.
ROMANI: ''Come immagine esterna e' sempre negativo quando
una maggioranza cosi' ampia cade su un voto in Aula.
E' stato
un problema di disattenzione, infatti il giorno dopo il
Centrodestra era a ranghi compatti''.
D.- E come ha reagito il premier al fatto che
l'emendamento e' stato modificato?.
ROMANI: ''Non lo riguardava assolutamente, ha osservato
l'andamento del voto alla Camera come un provveddimento di
governo.
Abbiamo ritirato un passaggio che verra' riproposto
nella prossima legge comunitaria insieme ad altre infrazione
della quale l'Ue si sta facendo carico''.
D.- Insomma il tutto e' solo rinviato a dopo l'estate, a
settembre...
ROMANI: ''Secondo anche prima.
E' stata data
un'interpretazione sbagliata ed e' stata montata una campagna
su Rete 4, ma quando in politica un provvedimento diventa uno
slogan e' difficile tornare indietro.
Responsabilmente ho
deciso di ritirare quel passaggio, che poi non era cosi'
fondamentale, per evitare che non si approvasse il decreto e
l'emendamento da me presentato''.
D.- Ma il governo lo ripresentera' molto presto senza
modifiche...
ROMANI: ''Assolutamente si'''.
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