CRISI: IL BAROMETRO CONTINUA A SEGNARE ELEZIONI ANTICIPATE (IL PUNTO)
La pausa di riflessione annunciata
dello Stato, anche per motivare la decisione che prendera',
ha rinviato a domani l'annuncio dell'incarico che intende
affidare.
Statici i due principali campi avversari (con
Casini che, da Gerusalemme, compatta sul 'Cavaliere'),
l'attenzione e' tutta sulla possibilita' di sbloccare
l'impasse, attraverso movimenti, sia pure marginali, al
Senato.
Ed ecco che una dichiarazione di disponibilita' verso
Marini da parte del Vice presidente del Senato, Mario
Baccini, sembra aprire la porta ad un eventuale governo a
termine; disponibilita' attenuata in serata da una ulteriore
esternazione dell'interessato.
Allo stato attuale, il presidente della Repubblica ha
dinanzi a se' una batteria di soluzioni e non intende essere
distratto dal pressing che viene dal centrodestra (in
particolare Forza Italia, An e Lega Nord), perche' prenda in
considerazione la sola ipotesi di un frettoloso scioglimento
del Parlamento.
Se aderisse a questo invito, ed e' quanto
sottolineano Bondi e Cicchitto di Forza Italia in una
dichiarazione congiunta, Napolitano potrebbe limitarsi ad
affidare la gestione pre-elettorale all'uscente governo
Prodi.
Eppure questa appare l'ipotesi piu' remota perche'
Napolitano non puo' non tenere conto delle autorevoli voci
(ultima quella di Cossiga), che reclamano la modifica delle
legge elettorale voluta dal centrodestra, rea di avere
provocato l'instabilita' di questa legislatura.
Ancora, i
referendum avallati dalla Corte costituzionale sono un altro
elemento di cui il Presidente Napolitano terra' conto.
Lo spazio per un governo ''di scopo'', come lo ha definito
il segretario di Rifondazione comunista, Franco Giordano,
orientato alla riforma della legge elettorale e' nelle cose:
si tratta di vedere quale e' lo strumento piu' adatto per
giungervi, posto che, in larga parte della sinistra, non
sembra esservi disponibilita' per ''inciuci'' bipartisan.
La
proposta di Veltroni di votare a giugno con modifiche al
''porcellum'' ed interventi sui salari sembra andare in
questa direzione.
Qualche settimana in piu' sarebbe utile per
fare chiarezza anche nei rapporti interni al Pd, con il
''grande freddo'' sceso tra l'attuale inquilino di Palazzo
Chighi (e presidente del Pd) ed il Sindaco di Roma, alle
prese con la difficile decisione delle proprie dimissioni,
per consentire alla capitale di votare quest'anno, senza
gestioni commissariali.
Si tratta di vedere quanto intende
concedere su questo terreno Berlusconi.
La preferenza sembra andare in questo momento ad un
incarico di profilo istituzionale (i presidenti delle Camere,
ma in verita' si pensa a Marini; oppure l'ex presidente del
Consiglio, Amato, gia' incaricato di traghettare la
conclusione delle legislatura 1996-2001).
Una candidatura di
questa natura, si obietta, non dovrebbe essere sottoposta
tuttavia allo stillicidio di un voto risicato al Senato,
oltre a porre il problema della successione (si ricorda lo
scontro con Andreotti ad inizio legislatura).
Il barometro, al momento, pende verso elezioni anticipate
entro il primo semestre di quest'anno.
Gas/sam/ss