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ELEZIONI: PROGRAMMI PDL-PD A CONFRONTO.
SPESA PUBBLICA E LOTTA EVASIONE


Il controllo della spesa pubblica e' Pdl l'aspetto della spesa e' preso in considerazione nella settima 'missione' intitolata: 'un piano straordinario di finanza pubblica'.
In entrambi il controllo della spesa e' una delle modalita' di copertura finanziaria dei diversi interventi a favore di famiglie, imprese, giovani.
Entrambi i programmi escludono riduzioni della spesa sociale. Nel programma che Silvio Berlusconi presenta si prevede il taglio di un punto di pil della spesa, nell'ambito del piano straordinario che si estendera' nei 5 anni di legislatura, cui e' previsto sommarsi un punto di pil di maggiore crescita.
Veltroni ha invece indicato una riduzione della spesa di due punti e mezzo in tre anni (mezzo punto nel 2008 e 1 punto in ciascuno degli anni 2009 e 2010) per poter utilizzare il maggior gettito dalla lotta all'evasione interamente all'abbattimento delle tasse su famiglie e imprese.
Sia Il Pdl che il Pd propongono di ridurre i costi della politica e della burocrazia, un'azione che in entrambi i casi prevede il taglio delle province. L'azione straordinaria di finanza pubblica inserita nel programma del Pdl si realizza attraverso il federalismo fiscale e la riduzione del debito ''immettendo sul mercato una quota corrispondente di patrimonio pubblico, offrendo a risparmiatori e operatori economici maggiori e migliori opportunita' di investimento''.
Per quanto riguarda la lotta all'evasione fiscale, il Pdl si affida alla riforma delle esattorie, all'effettiva partecipazione dei Comuni all'accertamento, al potenziamento dell'amministrazione finanziaria, alla riforma 'dal basso' degli studi di settore. Anche Veltroni punta sulla valorizzazione dell'attivo patrimoniale per ridurre il debito (che puo' cosi' scendere rapidamento sotto il 90% del pil) e liberare risorse.
Per controllare la spesa il Pd propone la sistematica revisione, utilizzando anche la comparazione internazionale, un meccanismo di valutazione per tutta la P.A.
a partire dai dirigenti, la valutazione dei cittadini sui servizi, il rimpiazzo parziale del turn over, l'ampliamento della centralizzazione nell'acquisto di beni e servizi.
Proseguire poi la lotta all'evasione avviata dal governo Prodi con una condizione: ''mai condoni fiscali''.
lsa/leo