COSTITUZIONE: ELIA, SI' A CORRETTIVI O INTEGRATIVI NO A GRANDI RIFORME
Si' a correttivi e integrativi no a
costituzionale Leopoldo Elia davanti al capo dello Stato per
la celebrazione del 60* Anniversario della Costituzione, che
Giorgio Napolitano ha inteso rilevare nelle sue dichiarazioni
a margine della cerimonia.
Nel suo excursus storico sulla vita della Costituzione
Elia ricorda i tre precedenti, di grande significato in cui
apporti legislativi e referendari hanno influito sulla
Costituzione.
Il primo e' rappresentato dalla sentenza numero 1 del 1956
della Corte costituzionale sugli atti aventi forza di legge
anteriori alle entrate in vigore della Costituzione.
Il
secondo caso e' il tormentato dialogo costituzionale che Aldo
Moro propose al Partito Comunista di Enrico Berlinguer nel
discorso di Benevento del 18 novembre 1977 in cui Moro
avanzava dubbi sulla vera sostanza di ''Un'originale societa'
socialista''.
Moro sara' poi rassicurato - annota Elia -
sulla natura ormai costituzionale del Partito Comunista in
successivi colloqui con Berlinguer.
''Il terzo evento e' piu' vicino alla nostra esperienza,
anzi e' appena di ieri - spiega Elia - mi riferisco all'esito
del referendum del 25-26 giugno 2006 che forse e' stato
troppo sbrigativamente passato agli archivi''.
''E' arbitrario a mio avviso pretendere di pesare il voto
ostile alla revisione in rapporto ai vari temi compresi nella
riforma: devolution, forma di governo, bicameralismo -
prosegue Elia - sfugge cosi' il carattere globale della
deliberazione popolare che intese per la prima volta dopo
l'entrata in vigore della Carta, confermare esplicitamente il
valore della Costituzione come testo unitario''.
''Il che -
sottolinea Elia - non preclude emendamenti correttivi o
integrativi ma induce a rifiutare l'idea di grande riforma o
di progetto organico di revisione''.
cer/sam/rob