SENATO: SCHIFANI, VALORI FONDANTI UNISCANO PAESE PER RISCATTO ITALIA
Un discorso ad ampio respiro,
un presidente del Consiglio.
Renato Schifani ha voluto dare
subito, fin dalle sue prime parole, il segno ed il senso di
quello che sara' il suo impegno ed i binari dei principi
ispiratori della legislatura che ''si avvia qui densa di
aspettative''.
Nel suo discorso di insediamento il
neopresidente del Senato non ha dimenticato nessuno dei
cardini che lo guideranno nei mesi futuri: sara' ''il massimo
garante delle regole'', vera e propria ''missione
principale'' del suo mandato e ''valore fondante di questa
legislatura'', nell'impegno alla ''reciproca legittimazione''
delle parti politiche anche ''avverse, ma mai nemiche'',
verso quella che si auspica essere ''una feconda stagione di
scelte condivise''.
Ed a suggellare questo impegno e' anche l'affermazione dei
valori della Costituzione, quella ''Carta in cui c'e' la
nostra storia, il nostro passato, le nostra speranze, il
nostro futuro; c'e' il dolore di una guerra atroce, la
rinascita dalle macerie e la tensione costante da tenere
verso il nostro valore piu' alto, la liberta'''.
Schifani si slancia nel riconoscimento grato del
''rinnovato amore dei cittadini verso la propria Patria'' e
sottolinea la necessita' urgente di ''rafforzare nel mondo
l'immagine di un'Italia che produce, che crea, che esporta,
che e' orgogliosa della propria storia e delle proprie
tradizioni.
E che davanti alle difficolta' sa reagire con
determinazione''.
Il neopresidente non dimentica quindi la ''difesa senza
tentennamenti delle nostre radici cristiane'' nella
consapevolezza che ''l'occidente, l'Europa, l'Italia o
ritornano alle loro radici o sono destinate a un inevitabile
tramonto''.
Ecco che in questo quadro di consapevolezza e di valori,
''l'Italia deve ribadire il suo ruolo di portatore di pace e
di democrazia''.
Un ruolo di portatore di pace che si estende
dai soldati martiri in terre lontane, come quelli di
Nassirya, fino ''ai civili caduti per mano della mafia''.
Schifani dedica a loro ed all'esempio di ''compostezza, nel
dolore, dei loro familiari'' lunghi ed appassionati passaggi
del suo discorso, accompagnati da calorosi applausi da parte
dei senatori che si sono uniti al tributo alzandosi in piedi
nell'Aula.
Schifani ricorda i ragazzi che hanno ''iscritto il loro
nome nel Pantheon degli eroi della pace'' uniti ai ''tanti,
troppi caduti tra magistrati, uomini delle forze dell'ordine,
giornalisti e imprenditori'' per mano della mafia, ''ai quali
ci inchiniamo riconoscenti e debitori'' davanti alla loro
strenua difesa ''dei nostri valori piu' importanti'' nella
spinta a ''preservare dalla violenza e dall'oppressione
criminale il nostro futuro, il futuro dei nostri figli''.
Contro la mafia, anzi contro ''tutte le mafie'', lo Stato
''non deve avere ne' mostrare alcuna pausa'' sottolinea
Schifani, che proprio ai giovani, a ''coloro ai quali siamo
chiamati a consegnare un'Italia piu' florida e piu' sana''
dedica la conclusione del suo lungo discorso.
Ai giovani Schifani consegna ''il mio pensiero ed il mio
impegno''.
''A loro chiedo di guardare alla politica ed alla
forza delle istituzioni'' per trovare risposta alla loro
istanze, come ''la casa, il lavoro e la cultura'' continua
Schifani.
''La nostra saggezza, se c'e', vale come
testimonianza e patrimonio per la loro audacia, la loro
fiducia - conclude il neopresidente -.
Siamo chiamati a
sostenerli nel percorso che li porta a diventare adulti ed a
svolgere ruoli che oggi noi svogliamo.
Solo se avremo le
carte in regola, se avremo fatto quanto necessario e dovuto,
potremo guardarli negli occhi e vedervi specchiato il nostro
Paese, la nostra Italia''.
njb/leo