GOVERNO: BERLUSCONI STRINGE I TEMPI PER CHIUDERE PROSSIMA SETTIMANA
Eletto Renato Schifani alla
Berlusconi sta stringendo i tempi per formare la sua squadra
di governo che, in base alla legge finanziaria 2008, dovra'
essere composta da 12 ministri con portafoglio e non superare
la quota di 60 componenti con i viceministri ed i
sottosegretari.
L'esecutivo che il leader del Pdl ha in mente non dovrebbe
sfondare il tetto di cui sopra ed avere anche otto ministri
senza portafoglio il che vuol dire uno schema 12-8-40, ovvero
dodici ministri con portafoglio, 8 senza e 40 tra
viceministri e sottosegretari.
Come ha detto stamattina
Berlusconi, sicuramente della compagine governativa fara'
parte Gianni Letta come sottosegretario alla Presidenza del
Consiglio e suo 'factotum' (non ci saranno piu' come
ventilato in precedenza vicepremier), ma altri nomi sono
altrettanto certi, in primis quelli del ministro degli Esteri
che sara' Franco Frattini (il vicepresidente della
Commissione Ue oggi ha rinunciato al seggio da deputato) e
del ministro dell'Economia, Giulio Tremonti.
Alle Infrastrutture (che dovrebbero essere riaccorpate ai
Trasporti) sembra certo Altero Matteoli cosi' come alla
Difesa dovrebbe andare l'altro uomo di An, Ignazio La Russa.
Il Viminale e' fortemente richiesto dalla Lega ed ancora oggi
Umberto Bossi ha affermato che e' il posto giusto per Roberto
Maroni, ma da parte di Berlusconi ci sarebbe ancora qualche
resistenza perche' preferirebbe tenere gli Interni per un
esponente di Fi (Pisanu?).
Nel caso ci riuscisse, Maroni
potrebbe essere dirottato allo Sviluppo Economico (ma sembra
difficile).
Piu' probabile quindi che al Ministero
attualmente retto da Pierluigi Bersani possa andare Claudio
Scajola, che aveva gia' ricoperto questo incarico nell'ultima
fase del III governo Berlusconi.
Come possibile ministro
della Giustizia, i candidati sono piu' di uno: Alfredo Vito
(Fi), lo stesso La Russa (se Berlusconi volesse per un suo
uomo il Ministero di via XX Settembre) e l'ex presidente del
Senato, Marcello Pera (ma potrebbe spuntare anche il nome del
leghista Roberto Castelli, gia' titolare del dicastero di via
Arenula nella scorsa legislatura).
Ed anche Alfredo Mantovano
e' tra i 'papabili'Il Welfare, che sarebbe stato assegnato
a Gianni Alemanno in caso di sconfitta nella corsa per il
Campidoglio, sembra ora destinato a Maurizio Sacconi (Fi), ma
anche qui An, in caso di rinuncia a qualche altro dicastero,
ha un suo nome, quello di Giorgia Meloni, ex vicepresidente
della Camera).
Alla Sanita' dovrebbe andare il 'formigoniano'
Maurizio Lupi mentre alla Pubblica istruzione sembra
destinato l'attuale coordinatore di Fi, Sandro Bondi.
Ai Beni
culturali dovrebbe andare l'attuale portavoce di Berlusconi,
Paolo Bonaiuti.
Alle Riforme istituzionali, ministero senza portafoglio,
sicuro l'arrivo di Umberto Bossi che sara' coadiuvato da
Roberto Calderoli come viceministro.
Per cio' che concerne
gli altri dicasteri senza portafoglio Adriana Poli Bortone,
ex sindaco di Lecce ed europarlamentare, potrebbe andare alle
Politiche comunitarie; Stefania Prestigiacomo alla Famiglia o
alle Pari opportunita'.
Ma Berlusconi ha detto che le
donne-ministro saranno quattro.
Quindi sperano Vittoria
Brambilla e Mara Carfagna e la Meloni.
Ancora tutto da decidere infine sulle Comunicazioni (sara'
un Ministero a se' o sara' accorpato con lo Sviluppo
economico o le Infrastrutture?).
Un nome possibile, escluso
per questione di 'buongusto' un uomo di Fi, potrebbe essere
quello di Mario Landolfi, ex presidente della Commissione di
Vigilanza Rai e gia' titolare dello stesso dicastero
nell'ultimo governo Berlusconi.
leo/leo/rob