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CAMERE: OGGI L'INSEDIAMENTO - INIZIA LA XVI LEGISLATURA

Inizia oggi, con l'insediamento delle maggioranza che dovrebbe permettere al futuro premier, Silvio Berlusconi, di governare senza dover soffrire per l'assenza di qualche senatore nelle votazioni.
Il nuovo Parlamento, nonostante il 'porcellum', e' radicalmente trasformato rispetto a quello precedente.
Alla Camera, dove c'erano ben 13 gruppi, oggi sono 6 (Pdl, Lega Nord, Pd, Idv, Udc, Misto).
Al Senato, dove erano 11, adesso sono 5 (Pdl, Lega Nord, Pd, Idv, Misto).
E' poi sparita nel nulla la nutrita rappresentanza della Sinistra-Arcobaleno, il che portera' deputati e senatori del Pd a 'spostarsi' a sinistra negli scranni parlamentari.
Si comincia, dopo i necessari adempimenti, all'elezione dei due presidenti.
Renato Schifani sara' eletto alla prima votazione presidente del Senato.
Gianfranco Fini, data la diversita' della modalita' di voto della Camera, (le prime tre votazioni sono a maggioranza qualificata dei due terzi e le opposizioni hanno annunciato che voteranno scheda bianca), dovra' attendere domani per la sua elezione.
Intanto la XVI legislatura si apre con il Pd sotto shock. La sconfitta elettorale alle politiche era infatti prevista, quella al comune di Roma assolutamente no.
Il voto capitolino che ha premiato Nicola Zingaretti alla Provincia e che ha bocciato Francesco Rutelli al Comune, va sicuramente interpretato in profondita', ma non c'e' dubbio che e' il 'modello Roma' di Walter Veltroni ad uscire rovinosamente sconfitto.
Ed un segretario dai poteri quasi assoluti, che esce battuto due volte nell'arco di 14 giorni, non potra' che essere ridimensionato dai suoi 'competitor' interni.
E la prima grossa avvisaglia e' la candidatura, confermata, di Pierluigi Bersani alla presidenza dei deputati del Pd, che scompagina i piani di Veltroni che vorrebbe confermare Antonello Soro a Montecitorio e Anna Finocchiaro al Senato. leo/cam/alf