TIBET: PECHINO INVITA DIPLOMATICI STRANIERI A LHASA, CALMA APPARENTE?
Da un lato l'incremento della
un'immagine di tranquillita' e controllo in vista delle
Olimpiadi 2008.
Questa l'atmosfera che si respira a Lhasa,
capitale del Tibet, dopo le ultime manifestazioni dei monaci
buddhisti avvenute ieri davanti al tempio di Jokhang e dopo
che il governo cinese ha deciso di invitare nella regione
himalayana dapprima una delegazione di giornalisti stranieri,
sotto scorta, e oggi un gruppo di diplomatici provenienti da
15 Paesi tra cui Stati Uniti, Gran Bretagna, Francia,
Germania e Giappone.
Ad organizzare il tour di due giorni lo stesso ministero
degli Esteri cinese.
''Suppongo che lo scopo del ministero
sia fondamentalmente rispondere alle domande espresse dalla
comunita' internazionale di accedere, per vie diplomatiche,
in Tibet'', ha commentato Janaline Oh, portavoce
dell'ambasciata australiana.
La portavoce ha riferito che l'ambasciata a Pechino era
stata informata del viaggio solo ieri mentre una portavoce
dell'ambasciata italiana ha fatto sapere che il ritorno dei
rappresentanti e' atteso per sabato notte.
In un comunicato stampa rilasciato dal ministero degli
Esteri cinese si legge che i diplomatici ''indagheranno
in-loco sul reale svolgimento dei gravi e violenti incidenti
criminali''.
Secondo Pechino, tra gli altri Paesi che faranno parte del
tour anche Australia, Brasile, Canada, Italia, Russia,
Singapore, Spagna e Tanzania.
Da Washington, il portavoce del Dipartimento di Stato Sean
McCormack ha accolto con favore il gesto di Pechino
giudicandolo pero' non sufficiente.
Intanto il Dalai Lama
oggi ha rinnovato il suo appello al dialogo, invitando la
leadership della Repubblica Popolare Cinese a risolvere la
crisi portando pace e stabilita'.
(Piu'Europa).
red