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IL CANDIDATO: COLANINNO, SU ALITALIA UN PERICOLOSO GIOCO ELETTORALE

''Un pericoloso scherzare col fuoco'' Alitalia vengano annunciate solo per motivi elettorali. Senza il dovuto rispetto di migliaia di azionisti che guardano con preoccupazione alla crisi della societa' e alle trattative in corso per il suo salvataggio. Colaninno, 37 anni, sposato e con un figlio, imprenditore con un'eperienza in Confindustria come presidente dei giovani imprenditori, ne ha parlato nel contesto di una ampia intervista all'Agenzia Asca in cui spiega perche' ha deciso di entrare in politica e cosa lo ha convinto a scegliere e 'farsi scegliere' dal Partito Democratico.
Un partito che per Colaninno rappresenta l'unica possibilita' in campo per modernizzare il nostro Paese verso una reale democrazia dell'alternanza. Una chance che viene proposta anche come elemento decisivo per convincere gli indecisi a votare Pd e Veltroni. D - Con il suo curriculum, molti avrebbero pensato che lei fosse orientato verso il centrodestra di Berlusconi.
Perche' ha scelto il Pd e Veltroni?. COLANINNO - ''La scelta del Pd e di Veltroni e' dovuta all'assoluta compatibilita' tra la mia visione dell'Italia, la mia idealita', rispetto alle idee che il Partito Democratico e Veltroni hanno per modernizzare il nostro Paese.
Quanto ho affrontato in termini culturali e progettuali nei tre anni in cui ho guidato i giovani imprenditori, e' sostanzialmente identificabile con le idee e le visioni del Pd. Posso quindi dire che il Partito Democratico mi ha scelto e io allo stesso tempo ho potuto scegliere il Partito Democratico: e' stato un incontro dal quale e' nato un doppio legame. Devo dire che e' stata una scelta meditata perche' non avevo assolutamente programmato un cambio cosi' profondo della mia vita.
Il mio ruolo imprenditoriale e l'esperienza in Confindustria nulla facevano pensare ad un ruolo politico. Addirittura prima del nostro leader Walter Veltroni, che ha scelto di indicarmi come capolista alla Camera in Lombardia 1.
Un fatto che non ritengo meramente simbolico, ma il segno di una volonta' di cambiare il modo stesso di fare politica. Devo dire che sono felice di questa mia scelta.
E di Veltroni penso che sia il leader politico che puo' finalmente modernizzare il Paese investendo sul futuro e lasciandosi alle spalle un periodo iniziato nei primi anni novanta che, pur con momenti felici come l'ingresso nell'euro, il riequilibrio dei conti pubblici e il rilancio della politica estera, non e' riuscito pero' a determinare quella svolta, quel salto che ci si attendeva. Ora questa possibilita' di ammodernamento si rende possibile grazie al Partito Democratico che con la sua scelta di correre solo, fa intravvedere l'uscita dal guado verso la piena democrazia dell'alternanza, per la quale certo occorrera' una stagione di riforme, quelle che sono nel programma del Pd.
Il fatto stesso di cercare una responsabilita' di governo in capo ad un solo partito, e' la ricerca di una omogeneita' e di quella chiarezza che sono l'esatto opposto di come concepisce la politica il nostro principale avversario.
E' la differenza che corre tra la responsabilita' di governare e la ricerca del comandare. Certo mi fa poi piacere che il Pd abbia giudicato la mia esperienza di giovane imprenditore come un valore aggiunto per il progetto di dare un impulso molto forte alla crescita del paese.
C'e', in questo, l'affermazione della centralita' della crescita in un programma coerente e strutturato, un progetto che gli elettori possono percepire come discontinuo rispetto al passato.
Un progetto e un programma, va ricordato, che non avranno i freni di una coalizione troppo eterogenea e lunga in cui si deve mediare su ogni decisione. L'esatto contrario del Pdl dove gia' oggi si riscontrano pesantissime differenze che mettono piu' di un dubbio sulla capacita' di andare d'accordo dopo le elezioni, differenze destinate a tramutarsi in freni dell'azione di governo''.
D - Ipotizziamo che lei abbia davanti un elettore incerto sul voto da dare il 13 aprile.
Cosa gli direbbe per convincerlo a scegliere il Pd?. COLANINNO - ''Oltre a fargli osservare che abbiamo un partito nuovo, un leader e una squadra composta di persone di esperienza ma anche persone nuove che con coraggio hanno fatto una scelta di vita, gli direi una cosa molto semplice, che c'e' la possibilita' di cambiare, di crescere, di affrontare e risolvere veramente i problemi del nostro Paese, a partire dai giovani e dal lavoro.
Mi rendo conto che c'e' tanta delusione verso la politica, ma credo che il Partito Democratico sia l'occasione vera per cambiare per modernizzare il paese e affrontare il futuro, anzi dare un futuro ai cittadini, specie ai giovani.
Una cosa che il Pdl e i suoi tre segretari non possono fare: Appaiono affaticati e stanchi e comunque in affanno a rincorrere Walter Veltroni''. D- Come giudica la vicenda Alitalia? Crede alla possibilita' di un 'cavaliere bianco' italiano che arriva all'ultimo momento?. COLANINNO - ''Penso che su questa vicenda sia necessaria una prudenza che purtroppo non vedo nello schieramento di centrodestra.
Vedo purtoppo molta temerarieta'.
Noi ci troviamo di fronte ad una compagnia aerea che e' una societa' quotata in borsa con il 50% o poco piu' degli azionisti che sono investitori istituzionali o risparmiatori che si trovano di fronte ad una situazione di gravissima crisi econonomica e finanziaria.
Reagisco quindi con preoccupazione alla mancata prudenza e al mancato rigore di fronte ad una azienda in crisi i cui titoli sono in mano al pubblico risparmio. C'e' poi da considerare che sul tavolo abbiamo un'unica trattativa e l'unico soggetto legittimato a trattare e' il consiglio di amministrazione della societa'.
Il Cda e' responsabile della trattativa e della delicatezza della situazione non solo verso il Tesoro che ha il 50% ma verso tutti gli azionisti.
Se consideriamo tutto questo credo allora che il centrodestra abbia assunto un atteggiamento che non va certo nell'interesse della compagnia aerea, cioe' di tenersi agganciati all'unico offerente che poi e' tra le migliori compagnie aeree del mondo.
Con Air France abbiamo un interlocutore che indubbiamente e' in grado di affrontare i due problemi principali, quello finanziario e quello industriale. Se dovessero esserci delle offerte migliori dal punto di vista finanziario, ma soprattutto industriale, da parte di una presunta cordata che peraltro viene smentita, e addirittura con la partecipazione dell'Eni, ben vengano, ma al momento non ci sono.
E peraltro i potenziali candidati stanno smentendo la loro partecipazione. Sinceramente faccio fatica a capire come si possa mettere insieme imprenditori che mettono sul tavolo miliardi di euro e che devono tenere in conto anche che c'e' da rinnovare una flotta.
In proposito si rifletta sul fatto che anche dovesse arrivare un emiro con decine di miliardi di euro, non e' certo scontato che possa rinnovare la flotta dall'oggi al domani perche i tempi di consegna delle principali major, penso ad Airbus e Boing, hanno programmi di consegna di anni verso committenti di tutto il mondo, almeno un centinaio di compagnie aeree.
Non capisco come una cordata finanziaria, senza soci industriali, possa affrontare tutto questo, quando servono partner con economie di scala, capacita' industriale e di marketing e know how come indubbiamente li ha Air France. Certo che rispetto a tutto questo, se si gioca per motivi elettorali, allora la cosa diventa molto pericolosa: si scherza col fuoco e col lavoro di migliaia di persone''. min/cam/rob