ALITALIA: BONDI, SE C'E' INSIDER TRADING RESPONSABILE E' GOVERNO
''Sulla questione di Alitalia, si
sembra voler delegare il 'lavoro sporco', puntualmente e'
arrivata l'iniziativa delle procure''.
Lo afferma Sandro
Bondi, coordinatore nazionale di Fi.
''In due anni di governo dell'Unione - prosegue Bondi -
qualunque leader politico ha potuto dire e fare qualunque
cosa, fino a portare la nostra compagnia di bandiera
sull'orlo del fallimento e della svendita.
Tralasciando casi
come quello Telecom, non si possono neppure contare i casi in
cui ministri, sottosegretari e leader di partito con
dichiarazioni e prese di posizione politiche su Alitalia
hanno influenzato il corso del titolo in Borsa e le strategie
degli investitori.
In questo clima confuso, che ha favorito
ogni sorta di speculazione, di cui la proposta irricevibile
di Air France e' stato solo l'epilogo - sottolinea Bondi -,
e' incredibile che ogni sorta di reato finanziario,
dall'aggiotaggio all'insider trading, sia oggi addebitato a
Silvio Berlusconi, la cui colpa e' quella di essersi opposto
alla svendita della compagnia di bandiera e di avere
meritoriamente tenuto aperto un dossier che il Tesoro e Air
France volevano chiudere in poche ore''.
''Non solo ma se qualcuno ha commesso il reato di insider
trading - afferma Bondi -, non e' stato certamente
Berlusconi, bensi' il governo.
Come documenta perfettamente
Giannino su 'Libero' del 23 marzo, la Consob e' dovuta
intervenire ben venti volte, da 'quando Prodi mise in moto la
gara-non gara per la cessione di Alitalia', scrive il
direttore di 'Liberomercato'.
Venti volte! Dal 5 dicembre
2006 a febbraio 2007: Cardia ha fatto gli straordinari
soltanto dedicandosi alla non-gara indetta da Prodi.
Questi
sono i fatti.
Il resto e' propaganda.
Ma non e' tutto.
A
monte c'e' stata un'intenzionalita' politicamente dolosa, da
parte del governo, che non ha neanche pensato al
provvedimento piu' banale e urgente da adottare: ritirare il
titolo Alitalia dalla borsa, onde evitare manovre
speculative''.
red-leo/leo