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GOVERNO: FUMATA BIANCA SULLE TV - STOP PD A OSTRUZIONISMO (IL PUNTO)

Per Paolo Gentiloni, ex ministro del Pd.
Alla ripresa della seduta pomeridiana alla Camera, la maggioranza annuncia infatti a sorpresa che ha intenzione di riformulare il contestato emendamento al decreto legge sull'applicazione delle normative europee, che ormai tutti chiamano 'salva Rete quattro'. L'annuncio che cambia gli umori della giornata lo fa in sala stampa Paolo Romani, sottosegretario allo Sviluppo con delega alle Comunicazioni: ''Sono disponibile a un incontro con l'opposizione.
C'e' la possibilita' di riformulare l'emendamento''.
Si sblocca cosi' una situazione da muro contro muro che andava avanti senza soste da ieri.
Il via libera che ammorbidisce i rapporti tra maggioranza e opposizione arriva dopo la riunione tra il sottosegretario alle Comunicazioni e i vertici di Pd e Udv.
Segnali di disponibilita' a smettere l'ostruzionismo con cui si era aperto il dibattito in Aula nella mattinata erano giunti direttamente anche da Walter Veltroni.
Il segretario del Pd faceva capire ai suoi deputati che ''bisogna andare a vedere le carte'' e che, in ogni caso, si tratta di un buon risultato politico aver costretto il governo a intraprendere un negoziato. Chi non crede al dialogo tra maggioranza e opposizione e' Antonio Di Pietro.
Ieri aveva promosso una manifestazione in piazza Montecitorio, oggi ha continuato a rilasciare dichiarazioni infuocate sul ''conflitto di interessi'' che investe Silvio Berlusconi e che - secondo il leader dell'Italia dei valori - viene ulteriormente confermato dall'andamento della discussione di questi giorni alla Camera. La riformulazione dell'emendamento cui lavora il governo rende meno ruvido il modo con cui l'Italia ribadisce la propria autonomia rispetto ai giudizi espressi dalla Corte di giustizia europea in materia di emittenza.
La linea per l'opposizione la da' invece Gentiloni, che conferma la decisione del Pd di votare contro il decreto legge e di fermare l'ostruzionismo perche' ha ottenuto il risultato che perseguiva.
Nel mirino dell'opposizione c'erano in particolare le norme che assicuravano la prosecuzione dell'esercizio degli impianti in vigore, l'utilizzo delle frequenze per i prossimi anni e quelle che davano al governo una sorta di potere di assegnazione delle frequenze digitali regione per regione.
Romani, che ha accettato di riformulare il testo in discussione, non ci sta pero' a fine pomeriggio a definire la mano tesa come ''una vittoria dell'opposizione''.
Per lui, il problema e' essenzialmente tecnico: meglio approvare quanto prima un decreto legge che va in scadenza l'8 giugno, piuttosto che insistere in un braccio di ferro tra maggioranza e opposizione. L'impressione finale e' che piu' che il merito della riformulazione dell'emendamento 'salva Rete quattro', all'opposizione interessava un risultato politico.
E questo lo ha indubbiamente ottenuto: ieri ha battuto il governo ai voti in Aula su un emendamento dal contenuto minore (l'adeguamento alle norme europee in tema di caccia e pesca), oggi ha costretto l'esecutivo a fare un passo indietro. Quanto al governo e alla maggioranza, il pragmatismo parlamentare ha consigliato di far cadere le motivazioni dell'ostruzionismo da parte dell'opposizione. gar/leo/rob