CRISI: NAPOLITANO CONTINUA CONSULTAZIONI - SINTESI SEMPRE LONTANA
Si e' conclusa senza novita' la terza
Prodi.
Una giornata che probabilmente non cambia la posizione
del Capo dello Stato, che sabato scorso, al termine del
secondo giro di consultazioni, aveva a chiare lettere detto
che, allo stato, era ''impossibile qualunque sintesi''.
Oggi
non ha parlato, il Presidente, ma e' facile intuire, dopo le
dichiarazioni ufficiali dei leader dei partiti rilasciate
dopo i colloqui di stamane, come la sua posizione (e
preoccupazione) non sia cambiata.
I partiti del centrodestra
infatti - ricevuti oggi tranne Fi, che verra' incontrata
domani - non hanno cambiato di una virgola le posizioni
espresse nei giorni scorsi.
Le elezioni anticipate sono
chieste con forza e vengono considerate l'unica strada per
far uscire il paese dall'impasse (politico ma non solo, viene
detto) in cui si trova.
Anche l'Udc, con Pier Ferdinando
Casini, vede le elezioni come via d'uscita anche se propone,
in via principale, il varo di un ''governo di pacificazione''
per risollevare ''un Paese in ginocchio''.
Ma che forse anche
il partito di centro abbia fatto un altro piccolo passo verso
le urne - dopo la cautela dei giorni scorsi - puo' essere
visto dalla richiesta avanzata a Napolitano.
''Se si va alle
elezioni ad aprile - dice Casini - bisogna inserire
nell'attuale legge elettorale le preferenze''.
Come dire, le
elezioni si fanno sempre piu' vicine, anche noi la
consideriamo una strada percorribile, e allora dobbiamo
attrezzarci al meglio per affrontarle.
Ferme sulla loro linea invece Lega e An.
Per il Carroccio
le elezioni si debbono tenere ''immediatamente'', non
esistono alternative a questo.
Anche perche' il paese, hanno
sostenuto Bossi e suoi, ha delle fondamentali questioni
economiche da affrontare che non possono essere gestite da un
governo in carica per il disbrigo degli affari correnti.
An, dal canto suo, ritiene ''senza senso'' la richiesta di
dare vita ad un governo di scopo, breve, che si occupi di
varare la nuova legge elettorale.
''In 24 mesi - dice Fini al
termine del colloquio con Napolitano - su questo argomento si
sono registrate solo divisioni.
Allora scioglimento delle
Camere ed elezioni''.
Su posizione diverse ovviamente Rifondazione comunista,
che con il suo segretario Franco Giordano chiede un ''governo
a termine che sblocchi la legge elettorale.
Partendo, naturalmente, dalla bozza Bianco''.
Nessuna novita' insomma, nessuna apertura - in un senso o
nell'altro - dai colloqui di questa mattina.
Domani comunque,
prima degli incontri con gli ex Capi di Stato, ci saranno
forse le due consultazioni piu' importanti: Forza Italia con
Silvio Berlusconi e il Partito democratico con Walter
Veltroni.
Solo dopo questi due colloqui (ma formalmente sara'
dopo aver visto anche Cossiga, Scalfaro e Ciampi, previsti
nel pomeriggio) il Presidente della Repubblica rendera' nota
la sua decisione.
Domani sera stesso o dopodomani Napolitano
comunichera' la sua ricetta per tentare di risolvere la
crisi.
Da alcuni viene accreditata l'ipotesi di un incarico
esplorativo a Franco Marini, da trasformarsi poi in incarico
vero e proprio per portare il Paese, dopo aver fatto la nuova
legge elettorale, a giugno alle elezioni.
Ma, viste le
posizioni fin qui ribadite dalle varie formazioni politiche,
non sembrerebbe questa una strada facilmente praticabile.
Rimangono lo scioglimento delle Camere e le elezioni
anticipate.
Domani sera (o al massimo dopodomani) sapremo.
fdv/cam/rob