CREDITO SPORTIVO: UGL, DA NUOVO PIANO INDUSTRIALE RISCHI PER OCCUPAZIONE
''Il nuovo piano industriale
della precarieta'.
Per questo chiediamo l'apertura di un
tavolo con le parti sociali''.
E' quanto dichiara il responsabile dell'Ugl Credito di
Roma, Massimo Bernetti, a margine dell'assemblea del
personale dell'ICS, aggiungendo: ''Siamo d'accordo con la
decisione aziendale di riorganizzare sia la struttura
organizzativa che i prodotti e i servizi finanziari da
offrire al mercato degli enti locali e dell'associazionismo;
ma non possiamo non rilevare che questo piano industriale,
deliberato dal CdA lo scorso mese di dicembre, comportera'
maggiori costi operativi e, di fatto, problemi dal punto di
vista occupazionale''.
''Il piano industriale - spiega Bernetti - non contempla
le giuste soluzioni per la problematica pubblico/privato,
essendo eccessivamente sbilanciato verso operazioni di natura
strettamente commerciale con un probabile incremento dei
rischi e delle perdite sui crediti.
Inoltre, nel piano
economico finanziario e' previsto un recupero di
redditivita', in termini di margine d'intermediazione, basato
su un auspicato incremento di operazioni attive che, a nostro
avviso, sembra svincolato da un puntuale esame dei mercati
territoriali di riferimento, del contesto clientelare e
dell'operativita' degli altri competitors''.
''Ma il fatto piu' grave - denuncia Bernetti - e' che non
c'e' la volonta' aziendale di trasformare in lavoro stabile i
contratti a tempo determinato e le altre forme contrattuali
flessibili in essere, come auspicato dal nuovo contratto
nazionale in fase di approvazione.
Per questo chiediamo alla
politica, al CdA ed al management di rimuovere questa
intollerabile insensibilita' nei confronti dei lavoratori
precari, istituendo un tavolo di confronto con le parti
sociali per garantire la continuita' della vocazione primaria
del Credito Sportivo: il sostegno al mondo sportivo e
culturale in tutte le loro varie e molteplici
sfaccettature''.
red-lus/sam/ss