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COLDIRETTI: NUOVO RECORD DEL PREZZO DEL GRANO

Il prezzo del grano e' salito ancora rappresenta il punto di riferimento del commercio internazionale delle materie prime agricole.
Lo rende noto la Coldiretti nel sottolineare che il prezzo fissato per bushel (pari a 27,2 chili) e' stato alla chiusura di 12,80 dollari per i future con consegna a marzo, che e' quasi il 40 per cento in piu' rispetto alle quotazione di inizio anno.
Se le principali multinazionali americane si sono garantite con contratti di fornitura di lungo periodo nell'Unione Europea l'effetto - sottolinea la Coldiretti - risulta contenuto dal buon rapporto di cambio dell'Euro sul dollaro anche se l'aumento del petrolio influenza il costo dei trasporti. L'andamento del grano conferma le previsioni dei principali analisti economici, come il World Economic Forum (WEF) di Davos secondo il quale la riduzione della disponibilita' alimentare e', insieme alla crisi del petrolio, alla recessione Usa e alla globalizzazione dei rischi, tra le minacce per l'economia mondiale da qui a dieci anni.
Ma l'andamento record del prezzo del grano alla borsa di Chicago e' - sostiene la Coldiretti - anche il frutto di speculazioni internazionali che si sono spostate dai mercati finanziari in difficolta' a quelli delle materie prime agricole di cui non beneficiano certamente gli agricoltori italiani che hanno gia' raccolto e venduto da tempo le produzioni.
Si tratta di uno scenario che prefigura un cambiamento delle gerarchie all'interno dell'economia e un ruolo nuovo e centrale da svolgere per l'agricoltura nei prossimi anni sia nella fornitura di beni alimentari che come opportunita' per lo sviluppo di alternative energetiche - afferma il presidente della Coldiretti Sergio Marini - nel sottolineare che questo deve significare una nuova attenzione per sostenere la crescita del settore a livello nazionale e comunitario.
Una tendenza che - conclude la Coldiretti - va affrontata con la programmazione di filiera, alla quale l'agricoltura italiana puo' rispondere positivamente grazie alla flessibilita' introdotta con la riforma della politica agricola comune e con l'abbandono da parte delle industrie di comportamenti speculativi con l'acquisto al ribasso sui mercati internazionali.
red/did/ss