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SENATO: DOMANI L'ASSEMBLEA ELEGGE SCHIFANI PRESIDENTE

Con l'avvio della seduta d'Aula di prassi dal senatore piu' anziano, compito della prima assemblea e' quello di eleggere, a scrutinio segreto, il presidente del Senato, la seconda carica dello Stato.
Di diritto il posto di guida della prima riunione spetta a Rita Levi Montalcini, che con i suoi 99 anni compiuti lo scorso 22 aprile e' la senatrice piu' anziana, ma e' gia' confermato che cedera' il compito, probabilmente a Oscar Luigi Scalfaro secondo senatore piu' anziano, che gia' nella passata legislatura guido' la lunga e complessa procedura per arrivare, a notte inoltrata ed alla terza votazione, il 29 aprile 2006, all'elezione di Franco Marini alla presidenza. Al terzo posto nella graduatoria per eta', figura il senatore Giulio Andreotti, che interverra' in caso di rinuncia da parte di Scalfaro. A differenza della passata legislatura l'elezione del presidente del Senato questa volta non sembra prefigurare difficolta' di sorta, apparendo scontata l'elezione del senatore azzurro Renato Schifani, stretto e fedele collaboratore di Silvio Berlusconi.
In base al regolamento del Senato per l'elezione del presidente e' richiesta infatti la maggioranza assoluta dei componenti, ovvero 162 voti, molti di meno dei 174 che sulla carta puo' vantare il centrodestra, sommando i voti di Pdl, Lega e Mpa.
Comunque, in mancanza di un esito alla prime due votazioni, nella successiva consultazione, che si svolge il giorno dopo, basta la maggioranza assoluta dei votanti (comprese le schede bianche) e quindi (nella stessa giornata) si passa al ballottaggio tra i due senatori piu' votati (a parita' vince il senatore piu' anziano). La prima seduta d'Aula del Senato si conclude formalmente con il discorso di insediamento del nuovo presidente.
Sara' compito della seconda seduta procedere all'elezione dei 4 vicepresidenti, dei 3 questori (due espressione della maggioranza, uno dell'opposizione) e degli 8 segretari (4+4). Nel frattempo, entro i 3 giorni successivi alla nomina del presidente, si sara' proceduto alla formazione dei gruppi parlamentari, che per questa legislatura saranno appena 5: Pdl, Lega, Pd, Idv e Misto.
Per quanto riguarda i vicepresidenti, due saranno espressione della maggioranza (An e Lega) due dell'opposizione (Pd e Idv, verosimilmente). Tornando al nuovo presidente, Renato Schifani, palermitano, avvocato patrocinante in Cassazione, classe 1950, sposato con due figli, politicamente 'nasce' democristiano e aderisce dal febbraio 1995 a Forza Italia.
Diventa parlamentare l'anno dopo.
E' capogruppo azzurro in commissione Affari Costituzionali al Senato e fa parte della Bicamerale.
Dal 2001 e' presidente dei senatori di Forza Italia, e viene riconfermato la scorsa legislatura. Il capitolo a lui piu' caro nel suo dossier politico personale, da siciliano, e' quello che lo vede in campo in prima fila, nel 2002, nella battaglia parlamentare per la stabilizzazione del 41 bis, che ha trasformato il carcere duro per i mafiosi da istituto straordinario e provvisorio in misura definitiva inserita a regime nel nostro ordinamento. La scheda biografica si completa con alcune notazioni piu' informali, che lo vogliono tifosissimo del Palermo (spesso lo si vede allo stadio in compagnia della moglie Franca), appassionato di Elvis Presley e della pesca subacquea, sport e passione che condivide con il suo prossimo omologo alla Camera, Gianfranco Fini. njb/leo/alf